14 gennaio 2014 16:28

Un voto lampo è stato seguito da un risultato fulminante. La consultazione online del Movimento 5 stelle decisa in modo molto discreto da Beppe Grillo sul suo blog lunedì 13 gennaio non è finita con una vittoria del leader. Gli 80.383 militanti iscritti all’M5s al 30 giugno 2013 dovevano rispondere, tra le 10 e le 18, alla domanda: “Sei favorevole all’abolizione del reato di clandestinità?”.

La clandestinità è diventata un reato in Italia nel 2009 a causa delle pressioni della Lega nord, e presto il parlamento si pronuncerà sulla riforma di questa legge.

Secondo i risultati pubblicati online il 13 gennaio alle 18, 15.839 iscritti all’M5s hanno votato in favore dell’abrogazione della norma, mentre 9.093 per il suo mantenimento. Hanno votato in tutto 24.932 persone.

Per l’ex comico ligure si tratta di un duro colpo. Il 10 ottobre 2013, una settimana dopo il naufragio di un’imbarcazione carica di migranti al largo di Lampedusa che aveva provocato la morte di 366 persone, Grillo e il suo mentore Gianroberto Casaleggio rispondevano in una lettera a due senatori del Movimento 5 stelle che avevano presentato un emendamento per eliminare il reato di clandestinità: “Questo emendamento è un invito a imbarcarsi per l’Italia per i migranti d’Africa e del Medio Oriente. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”.

Inoltre Grillo e Casaleggio rivelavano che le loro posizioni avevano anche motivi elettorali: “Se nel corso della nostra campagna elettorale avessimo proposto questa misura, avremmo ottenuto percentuali da prefisso telefonico”. E i due senatori dell’M5s erano stati declassati al rango di “dottor Stranamore senza controllo”.

Ma questo voto dimostra che i militanti del Movimento su alcune questioni sono più a sinistra del loro leader, o meno preoccupati dei risultati elettoriali. Grillo si è anche pronunciato contro lo ius soli, (la cittadinanza per i bambini nati in Italia, anche se figli di stranieri) proposto dal ministro per l’integrazione Cécile Kyenge. Secondo l’istituto di studi politici Itanes, il 21 per cento degli elettori che nel 2008 ha votato per il Partito democratico, nel 2013 ha votato per il Movimento 5 stelle. La forza di questo partito è soprattutto nel sostegno dei giovani.

Il 44,4 per cento degli elettori dell’M5s, infatti, ha tra i 18 e i 24 anni. In altre parole la generazione nata dopo l’entrata in scena di Silvio Berlusconi ha scelto questa nuova forza politica.

Forse Grillo e Casaleggio – che mirano a ottenere un buon risultato alle elezioni europee di maggio – temono di aver esaurito quel bacino di voti, e fanno gli occhi dolci alla destra, orfana della Lega nord e di Berlusconi. Ma il 13 gennaio la base ha ricordato ai suoi due “non leader” che il Movimento non appartiene a loro.

Dal punto di vista tattico, però, questa mossa potrebbe non essere del tutto sbagliata. Questa volta, infatti, Grillo non ha imposto nulla ai suoi parlamentari, che sono sempre più divisi fra “talebani” (fedeli alla linea dettata a colpi di post dal leader) e “colombe”, più favorevoli ad accordi politici in parlamento.

Rimettendosi alla volontà del “popolo” di internet, il comico genovese ha evitato di sembrare un poliziotto cattivo, e ha chiuso le polemiche provocate dalle sue minacce di esclusione dal partito contro i dissidenti e dai suoi diktat. Quello che succederà prossimamente ci dirà se la lezione è servita a qualcosa.