Amari e amori

23 novembre 2018 18:01

1. Sparkle in Grey, Mevlano (feat. Reem Soliman)
Accoglienza alla milanese. Può sembrare un tema paradossale, visto certe storie che girano, ma qui c’è una buona idea propiziatoria: unire il nome della gran città dei longobardi a quello della musica che fa roteare i dervisci: la mevlana, appunto. Siamo a vocazione internazionale o no? La band post tutto di Matteo Uggeri trova poi voce e parole giuste con Reem, cantante originaria di Alessandria (Egitto) che adatta versi arabi per il primo singolo da Milano, concept album che è come un minestrone da vivere.

2. Carmelo Pipitone, Vertigini a cuore aperto
E qui si sprofonda in mezzo a qualche mesta processione in un’indefinita suburra di vicoli, “puzza di amari e piscio”, “bancali e merci in stallo” eccetera: come le città sanno essere non accoglienti. E come sa essere cupa ed energica la musica di Carmelo Pipitone da Marsala, cofondatore dei Marta sui Tubi che ora si dà alla macchia con il suo primo album solista, Cornucopia, che definisce “il racconto di un condannato a morte dalla vita, che viaggia nel tempo per raggiungere e combattere Dio”. È un viaggio molto dark folk, tra i torti del nostro tempo.


3. Jacopo Ratini, Ti chiamerò casa
“Ti chiamerò fede in tempo di pace, ti chiamerò casa che voglio abitare, ti chiamerò amore, però sottovoce”. L’accoglienza alla fine è fatta di questo e le ballate d’amore non si fanno più disarmanti di così. Ratini, cantautore romano e “docente di songwriting”, dà lezioni con il terzo album Appunti sulla felicità. Pare ispirato dall’amore, genuino, quasi in stato di grazia. Trame dolci, un tocco lieve e rétro da “musica leggera” costruita con il cuore e l’artigianato pop per rimanere sempre sulla cresta, e non farsi travolgere dall’amarezza che esonda da ogni dove.

Questo articolo è uscito il 23 novembre 2018 nel numero 1283 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero| Abbonati

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