Sahra Wagenknecht, leader del movimento Aufstehen, a Berlino, il 4 settembre 2018.

La tentazione populista della sinistra tedesca

Sahra Wagenknecht, leader del movimento Aufstehen, a Berlino, il 4 settembre 2018.
05 settembre 2018 13:06

La storia ci dirà se il movimento Aufstehen, nato il 4 settembre a Berlino, segnerà un punto di svolta nella politica della Germania, o se sarà solo un fenomeno effimero. Il fatto merita comunque attenzione perché interessa tutta l’Europa.

Aufstehen, “alzarsi in piedi” in tedesco, è stato lanciato da un’esponente della sinistra radicale del paese, Sahra Wagenknecht, e ha una linea dura contro l’immigrazione, il che è piuttosto significativo in questo periodo segnato dall’avanzata dell’estrema destra e dagli eventi di Chemnitz, nell’est della Germania.

Wagenknecht non è una sconosciuta: è la copresidente del gruppo della Linke, il partito della sinistra radicale tedesca, nel Bundestag, il parlamento federale. Wagenknecht ha creato Aufstehen senza lasciare il partito, per rivolgersi a quella parte di elettori che ha ceduto alla tentazione dell’estrema destra.

Secondo Wagenknecht, dopo l’ondata migratoria del 2015 che ha spinto la cancelliera Angela Merkel ad accogliere un milione di profughi in Germania, l’estrema destra ha cavalcato lo scontento di una parte dell’elettorato. Alternative für Deutschland (Afd), il partito ostile all’immigrazione fondato nel 2013, può contare sul terzo gruppo parlamentare più numeroso al Bundestag, e secondo gli ultimi sondaggi scavalcherebbe il Partito socialdemocratico se si andasse a votare ora.

La conclusione di Wagenknecht è che la sinistra deve abbandonare la sua “buona coscienza” sul tema dell’accoglienza e del controllo delle frontiere. La leader di Aufstehen rispolvera anche una vecchia analisi marxista secondo cui i padroni usano l’immigrazione per abbassare i salari.

A suo modo, Wagenknecht vuole offrire agli elettori delle classi popolari, che si sentono minacciati dagli stranieri, un’alternativa all’Afd, e ha deciso di farlo fuori dal partito, contrastando con un populismo di sinistra le tentazioni dell’estrema destra.

pubblicità

In Germania la sinistra è quindi combattuta tra l’imperativo morale della solidarietà e questo nuovo realismo (o meglio, cinismo) che non vuole lasciare all’estrema destra il monopolio del discorso sull’immigrazione.

Il dibattito tedesco è una dimostrazione del caos provocato dall’avanzata dell’estrema destra, soprattutto nell’ex Germania dell’Est da cui provengono sia Wagenknecht sia Merkel. Questo confronto interessa buona parte dell’Europa, Francia compresa, ma è in Germania che ha ormai raggiunto il culmine, con il populismo che interferisce con i valori classici della sinistra.

È necessario rispondere alla radicalizzazione della destra con le consuete proteste, come hanno fatto i 60mila partecipanti al concerto antinazista organizzato a Chemnitz all’inizio della settimana, a rischio di coinvolgere solo le persone già schierate? O è meglio pensare, come fa Wagenknecht, che le ragioni di chi vota per l’estrema destra debbano essere ascoltate, a rischio di perdere la propria anima?

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Leggi anche

Abbonati per ricevere Internazionale
ogni settimana a casa tua.

Abbonati
pubblicità

Articolo successivo

Come resistere alla Silicon valley