Un’adolescente rom in un insediamento abusivo sulle rive del fiume Var, a Nizza, nel 2013.

Nascita, vita e morte di una persona povera

Un’adolescente rom in un insediamento abusivo sulle rive del fiume Var, a Nizza, nel 2013.
18 aprile 2016 11:48

Nasci. I tuoi genitori vivono di aiuti sociali o di piccoli reati e riciclando rifiuti. Sempre che tu abbia la fortuna di avere entrambi i genitori. Comincerai a vivere con un handicap enorme, dovuto alla pessima alimentazione: prima di tua madre e poi, una volta venuto al mondo, la tua. Vivrai in condizioni di estremo degrado ambientale e ai limiti della sopravvivenza. Nei tuoi primi anni di vita avrai la grande opportunità di essere mandato a chiedere l’elemosina. Ovviamente sarai malato molto più spesso rispetto agli altri bambini.

Anche se non lo saprai mai, i primi due anni di vita saranno i peggiori. Va da sé che lo sviluppo del tuo cervello sarà pregiudicato e che molto probabilmente il tuo quoziente d’intelligenza sarà inferiore alla media.

Rovistare tra i rifiuti per venderli sarà il tuo lavoro e comincerai molto presto, verso i tre o quattro anni. Se sarai bello, oppure, al contrario, se avrai un difetto fisico o se saprai suonare uno strumento, forse sarai dispensato per qualche tempo dall’incombenza di riciclare rifiuti o mendicare per strada. È molto probabile che finirai a vivere per strada o nelle fogne. Altrimenti sarai mandato in un istituto per bambini. Succederà se avrai troppi fratelli e sorelle o se i tuoi genitori finiranno in prigione.

L’asilo – nel caso molto poco probabile che andrai all’asilo – e poi la scuola saranno esperienze dolorose. Dovrai abituarti al fatto che sarai odiato da buona parte dei bambini. Ti affibbieranno ogni tipo di soprannome, rideranno del tuo vocabolario limitato, della tua igiene, dei tuoi vestiti e del tuo odore. I professori ti faranno sedere il più lontano possibile dalla lavagna e ti faranno sentire a disagio e diverso oppure, nel migliore dei casi, ti ignoreranno.

La qualifica per aiutare la famiglia

Non ti integrerai. Non capirai il motivo per cui si studia. Le probabilità che a scuola qualcuno ti incoraggi e ti aiuti sono minime. Sarai sballottato in luoghi diversi, ogni tanto anche all’estero, e lascerai la scuola più volte fino a quando il divario tra te e il resto dei bambini della tua età sarà praticamente impossibile da recuperare.

Diventerai aggressivo e, nel migliore dei casi, sarai un analfabeta funzionale.

Se non andrai a scuola, verso gli otto o i nove anni conseguirai la “qualifica” per aiutare la tua famiglia. Non di rado questo consisterà nel rubare nei negozi. Verso i dieci anni la prostituzione e lo spaccio di droga ti sembreranno occupazioni normali. Verso i dodici anni potrai essere reclutato dalle organizzazioni criminali perché sei troppo piccolo per essere perseguito penalmente. Prima di compiere 14 anni considererai la prostituzione, il furto o lo spaccio come i mezzi più rapidi per fare soldi e scappare da un’esistenza in cui si sopravvive rovistando nei rifiuti. La maggior parte dei bambini che conosci sarà già coinvolta in qualcuna di queste attività illegali.

Sarai testimone di diversi atti di violenza e la violenza ti sembrerà normale. Guarderai al carcere come a un’esperienza necessaria per diventare un “vero” adulto. Intorno a te, molti non faranno che entrare e uscire di prigione. Vedrai molta droga e tanta gente che ne abusa. Di quando in quando persone che conosci moriranno di morte violenta o di overdose.

Dopo i ventun anni non avrai quasi nessuna opportunità di integrarti nella società

Intorno ai 16 anni sarai pieno di rabbia e frustrato da tutto quello che ti circonda. Capirai di essere in una trappola e, per uscirne, dovrai lottare con tutte le tue forze. Ti sembrerà più facile diventare qualcuno grazie alla prostituzione, al furto, alle rapine e allo spaccio.

Per te il successo sarà rappresentato da quei pochi che si sono arricchiti con la droga, i furti e altre attività illegali, persone che, come te, non hanno avuto nessuna istruzione ma che hanno più soldi di qualsiasi normale cittadino del tuo paese. Presumibilmente seguirai il loro esempio, piuttosto che tornare a scuola per altri otto anni, cioè il periodo di cui avresti bisogno per recuperare.

Una dinamica che si ripete

Ci sono anche grandi possibilità che finirai in carcere prima di compiere ventun anni. Se sei uomo, in prigione avrai l’opportunità di essere stuprato. Se sei donna, molto probabilmente a quell’età sarai già madre. Rispetto alle altre ragazze del tuo paese, avrai molte più possibilità di essere violentata, avviata alla prostituzione e sfruttata o di decidere di prostituirti per sopravvivere. Anche le probabilità di contrarre l’hiv saranno molto più alte.

Dopo i ventun anni non avrai quasi nessuna opportunità di integrarti nella società. Dopo una prima condanna, quasi il 90 per cento delle persone come te sono destinate a tornare in prigione, spesso subito dopo essere state scarcerate. È una dinamica che continuerà a ripetersi.

Uscito dal carcere, difficilmente troverai altro da fare oltre il riciclaggio illegale dei rifiuti o qualche attività illegale. E forse diventerai tossicodipendente o alcolizzato. Vivrai nella periferia estrema di qualche città e avrai figli che seguiranno il tuo stesso percorso.

Finirai così come hai cominciato. Dipenderai da miserevoli aiuti sociali, dall’accattonaggio e dal riciclaggio illegale della spazzatura. Morirai almeno vent’anni più giovane di un normale cittadino del tuo paese.

Così è il ciclo della vita per tanti bambini e per le loro famiglie. Ogni fine settimana lavoro con ragazzini di famiglie che da quattro generazioni sono intrappolate in questo sistema.

Voi potreste credere, miei cari lettori, che queste situazioni siano proprie di una minoranza, una di quelle che alcuni di voi tanto odiano. Vi illudete. La maggior parte delle persone che vivono in questi ghetti sono semplicemente povere, non appartengono a una minoranza etnica.

(Traduzione di Mihaela Topala)

Questo articolo è stato pubblicato dal settimanale romeno Dilema Veche.

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