Tal Afar, Iraq, durante gli scontri tra l’esercito iracheno e i combattenti del gruppo Stato islamico, 26 agosto 2017. (Thaier Al-Sudani, Reuters/Contrasto)

Le trattative di Hezbollah con i jihadisti dello Stato islamico

Tal Afar, Iraq, durante gli scontri tra l’esercito iracheno e i combattenti del gruppo Stato islamico, 26 agosto 2017. (Thaier Al-Sudani, Reuters/Contrasto)
04 settembre 2017 15:34

Gli sciiti iracheni si sentono traditi dai loro fratelli libanesi. Infatti sul confine tra Libano e Siria, i combattenti sciiti di Hezbollah hanno lanciato un’offensiva contro il gruppo Stato islamico (Is), costringendolo quasi alla resa. Ma poi le due parti, Hezbollah e l’Is, hanno raggiunto un accordo in base al quale i combattenti jihadisti saranno trasportati con autobus dotati di aria condizionata ad Abu Kamal, sul confine tra Siria e Iraq.

Questa notizia sconvolgente arriva in un momento delicato, in cui l’esercito iracheno e i peshmerga curdi stanno riuscendo a scacciare l’Is dalla città irachena di Tal Afar. Ali Bedairy, un esponente della coalizione sciita nel parlamento iracheno, sostiene che sia in atto una cospirazione contro gli sciiti che combattono contro l’Is in Iraq. Ha anche accusato il primo ministro Haider al Abadi di assistere in silenzio alla morte di giovani combattenti che danno la vita per liberare la loro madre patria.

All’oscuro
Nel suo discorso settimanale Al Abadi ha criticato l’accordo tra Hezbollah e l’Is, precisando che “ne era all’oscuro”. Ha poi chiesto al governo siriano – alleato di Hezbollah – di fare chiarezza sull’intesa: “Non si negozia con i terroristi. Devono essere distrutti”.

Secondo l’esperto di questioni militari, Wafiq al Samarrai, che è stato nei servizi segreti all’epoca di Saddam Hussein ed è passato all’opposizione negli anni novanta, la decisione di trasferire i combattenti jihadisti non può essere stata presa senza il consenso del presidente siriano Bashar al Assad, e dei suoi alleati, Russia e Iran. Secondo Al Samarrai gli sciiti iracheni non dovrebbero avere paura, ma guardare il lato positivo. In questo modo l’Is sarà circondato da quattro avversari: i ribelli dell’opposizione siriana, i curdi siriani (sostenuti dagli Stati Uniti), l’esercito di Assad e le milizie sciite irachene Hashd al Shaabi e l’esercito di Baghdad.

Si preannuncia una guerra complicata, con vari nemici dell’Is riuniti da un unico obiettivo.

(Traduzione di Francesca Sibani)

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