Una vittima dell’incidente sul fiume Tigri viene portata via dall’obitorio a Mosul, 22 marzo 2019. (Ari Jalal, Reuters/Contrasto)

Un triste capodanno per Mosul

Una vittima dell’incidente sul fiume Tigri viene portata via dall’obitorio a Mosul, 22 marzo 2019. (Ari Jalal, Reuters/Contrasto)
25 marzo 2019 17:48

Per gli iracheni, e soprattutto per i curdi, marzo è sempre un mese di circostanze liete tanto quanto di eventi tristi. È il mese del massacro di Halabja, quando nel 1989 oltre cinquemila civili curdi furono uccisi da un bombardamento chimico del regime di Saddam sulla città. D’altra parte, marzo è anche il mese del Nowruz, il capodanno tradizionale curdo. Questo marzo è stato un insieme di contraddizioni.

Più di cento persone sono affogate a Mosul dopo che un traghetto si è capovolto nel fiume Tigri. Tutte le vittime, per la maggior parte bambini con le loro madri, erano dirette dal ristorante sulla spiaggia verso un’isola turistica dove avrebbero celebrato il Nowruz e la festa della mamma che in molti paesi arabi si festeggia il 21 marzo.

Questo non è il primo disastro del genere dal 2003. La stessa cosa è successa in passato a Baghdad e nella città settentrionale di Nassiriya. Come sempre accade, il governo ha attribuito la responsabilità dell’incidente al mancato rispetto delle norme di sicurezza. L’ex sindaco della città Atheer Nuhaifi ha spiegato che “in passato le autorità chiudevano l’accesso all’isola turistica e vietavano di usare il traghetto quando la portata del fiume superava i mille metri cubi al secondo. Il giorno dell’incidente questa era di 1.400 metri cubi”. Alcuni video mostrano in effetti le vittime che tentano di resistere alla forte corrente che ha fatto ribaltare il traghetto.

Governo sotto accusa
Il tragico episodio costituisce per molti l’ennesima prova dell’incapacità del governo. Quando il presidente iracheno Barham Saleh ha tentato di visitare il luogo dell’incidente è stato accolto dalle grida della gente indignata ed è dovuto andar via immediatamente senza poter parlare, circondato dalle sue guardie del corpo. Alcuni manifestanti hanno espresso la rabbia lanciando sassi contro l’auto del sindaco. Diversi blogger considerano la tragedia una dimostrazione del fallimento del nuovo primo ministro Adel Abdul Mahdi, sotto attacco anche dal potente blocco politico di Sairoun, che ha sostenuto la sua nomina. Sono in molti i blogger che ne hanno chiesto le dimissioni.

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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