22 febbraio 2022 16:33

Le relazioni tra il governo centrale a Baghdad e il governo regionale del Kurdistan di Erbil non sono mai state facili dal 2003 a oggi. Più che un’amicizia è stato un cessate il fuoco. Nel bel mezzo delle difficili trattative tra i partiti iracheni per formare il nuovo esecutivo dopo le elezioni dell’ottobre 2021, un nuovo problema è sorto tra i due governi.

Con grande ritardo, la corte suprema federale di Baghdad ha decretato che la legge sul petrolio e sul gas emanata dal governo del Kurdistan nel 2007 era contraria alla costituzione federale, che considera il petrolio (compreso quello del Kurdistan) una ricchezza nazionale irachena.

Il presidente del Partito democratico del Kurdistan, Massud Barzani, la considera una decisione politica, non giuridica, mirata a fare pressioni sul Kurdistan autonomo affinché rinunci ai suoi diritti costituzionali. Il presidente iracheno Barham Salih, anche lui curdo, ha criticato tutti i partiti, compresa la sua Unione patriottica del Kurdistan, per la loro più che decennale esitazione ad approvare una legge che regoli la gestione delle risorse di gas e petrolio in tutto il paese, che ha portato alla delicata situazione attuale. Salih ha chiesto trattative serie e urgenti per risolvere il problema.

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Il primo ministro Mustafa al Kadhimi ha tenuto un vertice urgente e ha chiesto al ministro del petrolio di comunicare con il governo regionale del Kurdistan per preparare i meccanismi e le iniziative per gestire la questione secondo le norme costituzionali e il supremo interesse nazionale. Non sarà facile. Il problema è che il governo autonomo curdo ha agito fin dal 2007 basandosi sulla sua legislazione senza obiezioni da parte del governo centrale.

Secondo la decisione della corte suprema il governo del Kurdistan dovrà restituire tutte le somme incassate dall’estrazione del petrolio dal 2007 a oggi. È una richiesta pesante, in un momento in cui i dipendenti del governo curdo sono ancora in attesa del pagamento dei salari arretrati da parte di Baghdad. La decisione della corte in questo delicato momento andrà ad aggiungere un nuovo problema ai tanti rompicapi che già rendono complicata la formazione di un nuovo governo.

(Traduzione di Francesco De Lellis)