24 dicembre 2013 13:30

*Io e mio marito siamo sposati da vent’anni, e abbiamo entrambi altri partner. Invece di perdere tempo a spiegare quanto amiamo chi e come – e quanto ci sentiamo fortunati! – vorrei passare direttamente alla mia richiesta di sostegno. Voglio la libertà. *

Voglio la stessa libertà che ho sempre desiderato per voi, Dan: poter vivere e amare e parlare della mia vita così com’è, senza aver paura di perdere il lavoro, i figli, la famiglia. Vivere in segreto è difficile. Non posso dire che per noi sia difficile quanto lo è per una persona lgbt. Io da bambina non sapevo di essere *poly. Crescendo, non mi sono mai sentita diversa per questo motivo, e sono d’accordo con te quando dici che il poliamore è una struttura relazionale e non un orientamento sessuale. *

Ma questo non importa. Non è una gara a chi soffre di più o per stabilire da dove vengono certe cose. Penso invece che dovremmo chiederci se crediamo nelle stesse battaglie e se possiamo prendere parte tutti insieme a un movimento che aspiri alla libertà e all’uguaglianza per tutti, anche se alcuni dei modi in cui viviamo e amiamo sono scelte e altri no. I progressi che abbiamo fatto insieme verso un mondo più tollerante verso le persone omosessuali mi fa sperare che i prossimi possiamo essere noi.

Non penso tu sia l’imperatore degli acronimi, Dan, ma che dovresti esserlo sì, ed è per questo che comincio da te. Possiamo per favore essere aggiunti all’acronimo anche noi? Magari potremmo sottolineare le differenze tra la nostra esperienza e quella lgbt aggiungendo una &. Che ne pensi di lgbt&p?

–Privately Polyamorous Person

Ti sei persa qualche puntata, PPP. Noi non siamo più la comunità lgbt. Siamo la comunità lgbtqlftcia, ovvero lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer, leather/fetish, transgender, curiosa, intersessuale e asessuale. Non vedo perché non potremmo schiaffare una p alla fine dell’acronimo, per cui adesso ripeti con me: “Sono orgogliosa di appartenere alla/alle comunità lgbtqlftciap!”

Devo però mettere un paletto prima del segno della &. Perché se concediamo ai poly una lettera speciale, PPP, nel giro di un attimo tutti quanti vorranno una lettera speciale a loro volta, e il nostro acronimo in perenne metastasi è già abbastanza ingombrante e caotico così. Perciò niente segni speciali solo per voi, PPP.

Ma poi perché tenere a distanza i poly con una lettera? Perché per la maggior parte sono etero? Anche un sacco di persone leather/fetish sono etero, e l’acronimo le copre. Sono etero un sacco di uomini trans e donne trans, coperti anche loro. David Jay, fondatore dell’Asexual Visibility and Education Newtork, “ha una relazione sentimentale con una fidanzata asessuale e spera di adottare un bambino”, stando a quel che dice la sua pagina Wiki, e anche lui è coperto.

Se i T e gli LF non vengono presi con un paio di molle ortografiche, PPP, perché dovrebbero esserlo i poly? Siete una minoranza sessuale anche voi, e anche i poly talvolta sono vittime di discriminazione, intolleranza e oppressione. Insomma: benvenuta nel club, PPP. Congratulazioni! Ma ecco qual è il vantaggio più grosso dell’inserire i poly nell’acronimo: è un passo avanti verso la nostra conquista dell’intero alfabeto.

Mentre i conservatori religiosi combattono per “riprendersi l’arcobaleno” usurpato dai gay (mi riferisco a un movimento guidato da un predicatore fondamentalista nello stato di Washington), noi una lettera alla volta gli stiamo scippando l’alfabeto. Presto i conservatori religiosi arrabbiati saranno costretti a scrivere i loro post pieni di odio ricorrendo ai geroglifici, perché usare l’alfabeto sarà una cosa da gay tanto quanto incollare un adesivo arcobaleno sul retro della macchina.

Ma allora… perbacco! Forse quel segno & ve lo dovrei concedere. In effetti perché rubare solo le lettere, a quei rosiconi?

(Traduzione di Matteo Colombo)