24 luglio 2014 16:58

Per gli standard della tua rubrica sono una persona abbastanza noiosa, perché mi sono sempre identificato come maschio etero in cerca di rapporti normali. Dopo diverse relazioni lunghe e insoddisfacenti, ho capito che la monogamia non fa per me. Mi piacerebbe avere una relazione principale seria e appagante, ma senza per questo limitarmi né sessualmente, né emotivamente.

*In passato ho sempre fatto fatica a rimanere fedele, e di tradire non mi va. Vorrei semplicemente trovare regole adatte a me, in modo da non essere considerato un fedifrago. Secondo te è una cosa di cui dovrei parlare alla mia famiglia e ai miei amici? *

Non voglio creare inutili imbarazzi, ma al tempo stesso mi piacerebbe che le persone mi volessero bene e mi accettassero per quello che sono. La mia sensazione è che questo argomento all’attivismo non interessi, e se è vero che oggi il poliamore sembra più diffuso di una volta, non vedo nessuno che lo pratichi apertamente, come invece succede in buona parte della comunità queer.

È anche vero che io non sono troppo in contatto con la comunità poliamorosa, per cui magari l’attivismo esiste e io non lo vedo.

–Pondering Over Life’s Yearnings

Se non vedi nessuno che sia pubblicamente poliamoroso, POLY, allora non segui il canale Showtime, che ha già trasmesso due stagioni di Polyamory: married & dating, e non presti attenzione agli attivisti poly che ci sono in giro, come per esempio Diana Adams, un’avvocata (dianaadamslaw.net) che si occupa di rapporti familiari non convenzionali.

“I miei complimenti a POLY per aver preso in considerazione l’ipotesi di dichiararsi poliamoroso con parenti e amici”, dice Adams. “Per eliminare il pregiudizio che circonda il poliamore abbiamo bisogno di più persone che facciano coming out. Io l’ho fatto sui mezzi d’informazione statunitensi sei anni fa, e ho costruito la mia carriera d’avvocato occupandomi di famiglie queer e poliamorose”.

Adams riconosce che non tutti i poly possono esserlo pubblicamente — alcuni hanno datori di lavoro conservatori, altri potrebbero perdere l’affidamento dei figli — ma è convinta che chi può dovrebbe farlo.

“Incoraggio quelli fra noi che hanno la fortuna di aver fatto coming out a parlare, raccontando la nostra verità, perché così facendo possono rendere comprensibili delle tipologie di relazione sane alternative alla monogamia, oltre ovviamente ad aiutarci a trovare partner che la pensano in modo simile. Nel caso di POLY, lo invito innanzitutto a informarsi di più sul poliamore. È un tema che comincia a ottenere molta attenzione da parte dei mezzi d’informazione: ogni settimana escono nuovi articoli che parlano di persone pubblicamente poly. Mettendosi in contatto con gruppi come Loving More (lovemore.com) e Open Love NY (openloveny.com), e seguendo persone come me su Twitter (@dianaadamsesq), potrà farsi un’idea dell’attivismo in corso in tutto il paese. E troverà anche risorse utili per creare relazioni poly che funzionino”.

Aggiungo un’altra cosa a proposito di queste relazioni poly che funzionano: proprio come le relazioni monogamiche che funzionano, anche in quelle poly ci sono dei limiti, sia sessuali sia emotivi. Solo che invece che definire quei limiti con un unico partner, bisogna individuarli con due o più partner. Perciò, quando tu dici che vuoi essere poly perché “le regole siano adatte a te”, ti converrebbe usare il plurale “a voi”.

“Il poliamore potrebbe anche rivelarsi non più semplice da gestire rispetto alle relazioni monogame che ha avuto in passato”, dice Adams. “Il poliamore funziona per i ninja delle emozioni, ovvero per gli individui che possiedono un’enorme consapevolezza emotiva e le doti di comunicazione necessarie per accordarsi con il/i partner. Se POLY si sente pronto per quel tipo di sforzo, con il poliamore potrebbe trovarsi così bene da volerlo dire a tutti”.

(Traduzione di Matteo Colombo)