05 febbraio 2020 16:37

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Ho cominciato a leggere la tua rubrica quand’ero una ragazzina di vent’anni. Oggi sono una vecchia signora sposata e con vent’anni di (più o meno) felice monogamia coniugale alle spalle. Mia figlia maggiore, che ne ha 23, mi ha appena rivelato che fa un lavoro sessuale. Si guadagna (a malapena) da vivere esibendosi davanti a una webcam. Pur avendo da poco preso una laurea piuttosto spendibile, non sta cercando lavoro nel suo campo perché, dice, “è dura trovare la voglia di cercarsi un posto a salario minimo quando puoi guadagnare lo stesso lavorando da casa”. Fatico molto ad accettarlo per diverse ragioni. La prima, e spero che tu mi creda se ti dico che è la più importante, è che soffro nel vederla rinunciare ai sogni che aveva prima. Ma non è in questo che credo tu possa aiutarmi. Anch’io una volta facevo un lavoro sessuale. Per tre anni, nei primi anni novanta, ho fatto la spogliarellista al Lusty Lady di Seattle. Allora internet praticamente non esisteva, ma mi sembra che come lavoro avesse molte analogie con quello di mia figlia: spogliarsi e masturbarsi per il piacere altrui, senza reale contatto fisico. Ma a un certo punto mi è sembrato che danneggiasse i miei obiettivi reali. Sono una donna eterosessuale, speravo di innamorarmi di un uomo e mettere su famiglia, e più continuavo con quel lavoro, più quegli obiettivi mi sembravano impossibili. Ogni settimana, per quaranta ore alla settimana, vedevo gli uomini al loro peggio. Più passava il tempo e più mi sembrava di allontanarmi sempre di più dalla possibilità di intrecciare un vero rapporto affettivo con un uomo. Smettere, per me, è stata una scelta di autoconservazione. Quando mia figlia si è confidata con me, mi sono sforzata al massimo per non giudicarla, ma la verità è che sono molto infelice. Mi preoccupano gli effetti che il lavoro sessuale può avere sul suo futuro – sui rapporti intimi come sugli obiettivi professionali, e se è vero che c’è chi si impegna per ridurre i pregiudizi che accompagnano il lavoro sessuale, il marchio sociale esiste ancora. Ho paura che finisca nelle sabbie mobili della povertà, che fatichi a tirare avanti, e che non riesca a stabilire rapporti affettivi con uomini che riconoscono il suo valore. Cosa posso fare, Dan? Faccio un passo indietro e mi limito a volerle bene? Provo a comunicarle ciò che mi ha insegnato l’esperienza, anche a rischio di farla sentire giudicata? E saranno poi affari miei, considerato che adesso lei è più vecchia di me quando l’ho messa al mondo?

–The Cam Girl’s Mom

È stata tua figlia che, parlandotene, li ha trasformati in affari tuoi, TCGM. Il mio consiglio sarebbe quindi di fare un passo avanti, non indietro, di voler bene a tua figlia e condividere con lei la tua esperienza. L’obiettivo, però, non dev’essere farle abbandonare il lavoro sessuale – non è quello il “beneficio” che cerchi – bensì aprire un canale di comunicazione, e mantenerlo aperto.

Allargando l’inquadratura…

Il tipo di lavoro sessuale che facevi tu quasi trent’anni fa al Lusty Lady aveva alcune differenze importanti (al Lusty Lady sono stato alcune volte nei primi anni novanta, TGCM, il che fa di te uno dei pochi lettori che potrei aver visto nudi senza delle foto allegate).

Al Lusty Lady le donne ballavano dietro pannelli di plexiglas, gli uomini infilavano monetine nella fessura per far alzare i divisori che gli permettevano di vederle, e c’erano delle cabine private per gli spettacoli individuali. Se però tu hai visto gli uomini “al loro peggio” (gli uomini possono fare e fanno di peggio), tua figlia non è costretta a vedere quelli per cui si esibisce. I suoi clienti – i suoi fan, se ha un seguito – non appaiono in video. Possono mandarle dei messaggi, e lei può interagire con loro in privato, ma non deve per forza guardarli mentre si masturbano. E a differenza di chi si esibisce in un peep show, tua figlia, quando qualcuno la mette a disagio o si mostra aggressivo o irrispettoso, lo può bloccare. Ma se è vero che così si risparmia gli sguardi lascivi o le colate di sperma sui pannelli di plexiglas, corre tuttavia il rischio che qualcuno, dall’altra parte, registri le sue esibizioni e le pubblichi online. E diversamente dal Lusty Lady (R.I.P.), internet è per sempre.

Ma i pregiudizi contro il lavoro sessuale sono in diminuzione – Elizabeth Warren si è da poco detta “aperta alla legalizzazione” del lavoro sessuale (un piccolissimo passo nella direzione giusta) – e con tutte le persone di ogni età che ogni giorno fanno sexting freneticamente, arriveremo presto al punto in cui chiunque avrà in giro delle foto di sé nudo. A breve nessuno avrà più interesse a punire o perseguitare i proprietari di foto e video che vengono diffusi o addirittura diventano virali, perché la volta successiva magari tocca a te.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

Altra cosa da tenere a mente: temi che fare questo tipo di lavoro impedisca a tua figlia di innamorarsi, di mettere su famiglia, di raggiungere i suoi obiettivi professionali o anche solo di guadagnare una cifra decente. Tu però ti sei innamorata, hai messo su famiglia e si presume che guadagni discretamente. Se è vero che un lavoro del genere potrebbe aver ritardato il raggiungimento di quegli obiettivi, TCGM, di certo non ha fatto deragliare la tua vita né l’ha distrutta, e per tua figlia può essere lo stesso (a maggior ragione se ha la madre dalla sua parte.) E poi tua figlia potrebbe non volere le stesse cose che volevi tu. Non tutti vogliono impegnarsi in un’unica relazione stabile, e non tutti vogliono avere figli. È comprensibile la tua apprensione al pensiero che tua figlia non stia sfruttando la sua laurea, ma dai tempi in cui ha scelto l’indirizzo lei potrebbe aver cambiato idea su cosa fare della sua vita. Forse il mestiere di camgirl le dà il tempo e lo spazio che le servono per inventarsi un nuovo sogno. E anche se per qualcuno è inimmaginabile, al mondo esistono donne e uomini che sognano di guadagnarsi da vivere con il sesso.

Tua figlia, raccontandoti tutto questo, ha aperto una porta, e se lo ha fatto ci sarà un motivo. È perfino possibile che te l’abbia detto per farsi dissuadere. Non esitare, quindi, a condividere con lei le tue esperienze e il tuo punto di vista. Dirle che hai fatto questo tipo di lavoro, e che l’hai trovato disumanizzante e corrosivo, non significa giudicarla. Quella è stata la realtà della tua esperienza. Ma dopo averle offerto il tuo punto di vista, TCGM, ascolta il suo con la mente aperta. E come sanno tutti i genitori di figli adulti, e se non lo sanno lo imparano in fretta, TCGM, tua figlia deve fare le sue scelte, e probabilmente anche i suoi errori, da sola. E a volte, quello che a un genitore preoccupato sembra un errore, per il figlio adulto si rivela la scelta giusta.

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Sono un maschio eterosessuale. Da un anno a questa parte mia moglie vede altri uomini. Quando ha cominciato a frequentare il primo, mi ha detto che non se la sentiva di lasciarmi fare lo stesso, ma che ci avrebbe lavorato e con il tempo avremmo aperto la coppia anche per me. Cinque o sei mesi dopo, la sua prima relazione è finita e tutti e due ci siamo messi a cercare altri partner. Lei ne ha trovato uno quasi subito, mentre io prima di cominciare a vedere delle persone ci ho messo qualche mese. Sono uscito un paio di volte con una donna, e alla fine del secondo appuntamento l’ho baciata. Quando l’ho raccontato a mia moglie, lei si è ingelosita e si è arrabbiata. Il giorno dopo mi ha rubato il telefono e ha mandato alla donna con cui mi vedevo un messaggio in cui la lasciava, per poi bloccarla su tutti i miei social network e cancellare il suo numero dalla rubrica. Dopodiché ha lasciato il suo fidanzato, e adesso dice che la coppia è chiusa. Io la amo, ma mi sento aggredito da diversi punti di vista e non so bene che fare.

–Married A Dictator

Tua moglie avrebbe dovuto sposare un cuckold – un uomo che vuole rimanere fedele a una donna che scopa in giro e frequenta altri uomini – e tu non avresti dovuto sposare una tiranna squilibrata e manipolatrice. Per fortuna di entrambi, MAD, un divorzio che permetta a ciascuno di trovare un altro partner – un cuckold per lei, una donna sana di mente per te – resta un’opzione praticabile.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.