14 ottobre 2020 17:11

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Ho perso mio marito da poco. Era una persona meravigliosa e insieme abbiamo passato dodici anni bellissimi. Era anche molto, molto organizzato. La sua morte è stata un incidente, ma tutto era in ordine. Aveva perfino lasciato al suo avvocato un messaggio da consegnarmi in una busta sigillata. Era un’ultima lettera d’amore, Dan. Il nostro rapporto non era perfetto, come nessun rapporto, ma lui era fatto così. O almeno così pensavo. Mio marito era molto attraente e aveva molta cura del suo corpo. Di fatto ci siamo conosciuti nella palestra di un albergo. Non era vanitoso, forse perché la sua bellezza si era sviluppata dopo i vent’anni, ma apprezzava l’effetto che faceva agli altri. Oltre a quell’ultima lettera d’amore e ad altri documenti, ho ricevuto un elenco con le password dei suoi social network. E ho fatto l’errore di guardare i messaggi privati su Instagram. Mio marito si scambiava immagini intime con centinaia di donne e di uomini gay in tutto il mondo. E non semplici foto a torso nudo: nudi integrali, anteriori e posteriori, immagini dei genitali e perfino video in cui si masturbava, con il volto chiaramente visibile.

Delle sue tendenze esibizionistiche sapevo. Anni prima che ci conoscessimo, aveva avuto problemi giudiziari per aver mostrato le sue parti intime in un luogo pubblico. Una volta cercato aiuto per imparare a controllare gli impulsi, non aveva mai più ripetuto atti del genere. Ma ha sempre avuto una forte libido, molto più forte della mia. Si masturbava con frequenza, e la sua più grande fantasia è sempre rimasta fare sesso nei luoghi pubblici. Io non lo giudicavo, né ho mai cercato di umiliarlo. Scherzando dicevamo che la masturbazione era la “sua” specialità, e il sesso – che facevamo più o meno una volta alla settimana – la “nostra”. Una volta, in circostanze sicure, siamo anche riusciti a fare sesso in un luogo pubblico. Anni fa mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto aprire la coppia, ma essendo io monogama per natura aveva accettato di mantenerla chiusa. E credo che così abbia fatto: io quei messaggi con gente sconosciuta li ho letti tutti, e non si parla mai di incontri. Ne ho visti a decine in cui gli chiedevano un incontro dal vivo, e lui declinava sempre. Ma a nessuno negava una foto in più.

Aiutami a capire, Dan. Non posso parlarne con nessun altro, e detesto avere la sensazione che il mio matrimonio sia stato una bugia.

– Wishing Instagram Didn’t Open Window

P.S. Ma poi con gli uomini? Mio marito era etero. Perché mandava foto a dei maschi omosessuali?

Innanzitutto le mie condoglianze, WIDOW. Mi spiace molto che al dolore si sia aggiunta la confusione per ciò che hai trovato nell’account Instagram di tuo marito. Ma nemmeno per un istante devi dubitare dei sentimenti di un uomo che, qualora fosse morto all’improvviso, voleva che tu ricevessi un’ultima lettera d’amore. Non sono pensieri che si riservano a una persona che non si ama davvero. Tuo marito era esattamente la persona che pensavi fosse. Il tuo matrimonio non è stata una bugia, WIDOW, e lui non era un bugiardo, ma il tuo dolore – proprio come te, tuo marito, il vostro matrimonio e tutto ciò che gli esseri umani fanno, sentono o toccano – è imperfetto.

Stando a quello che sai, WIDOW, tuo marito non ti ha mai tradito, e avendo tu letto migliaia di messaggi privati, messaggi che lui non pensava avresti mai visto, possiamo ragionevolmente affermare che tu sappia tutto. E quello che hai scoperto ora, rispetto a prima, è che un’altra sua “specialità” era scambiarsi foto con persone sconosciute.

Ora ti chiedo un salto d’immaginazione, WIDOW.

Anziché considerare quanto hai trovato su Instagram come una prova dell’infedeltà di tuo marito, WIDOW, cerca di vederlo come ciò che ha permesso a un uomo come lui di rimanerti fedele. Pensa a quei messaggi come a una valvola di sfogo. Su Instagram, tuo marito poteva mostrarsi a degli sconosciuti che volevano vederlo nudo – evitando sia di violare il loro consenso sia eventuali grane legali – senza cadere nella tentazione di un incontro dal vivo, WIDOW, tentazione che avrebbe potuto farlo venir meno al patto di monogamia che aveva stretto con te e che, come chiunque si impegni a essere monogamo, talvolta faticava a rispettare.

Nessuno può soddisfare tutte le esigenze sessuali di un’altra persona. Si può chiedere al partner la monogamia, certo, e in coppia tutti hanno il diritto di essere trattati con rispetto e compassione. Uno dei modi in cui si dimostrano il rispetto e la compassione è non rinfacciare all’altra persona le sue mancanze o i bisogni che non è in grado di soddisfare. Tuo marito aveva bisogno di una quantità di attenzioni che nessuno, da solo, avrebbe potuto fornirgli. Senza fartene una colpa, ha scelto il peccato veniale di scambiarsi messaggi con persone sconosciute per appagare un bisogno che tu non avresti potuto appagare, ma se appagare quel bisogno in quel modo gli ha permesso di rimanere sposato e fedele, allora forse ne hai beneficiato anche tu. E se è vero che avrebbe dovuto chiederti il permesso – e ricevere il tuo via libera – altrettanto certo, WIDOW, è che se tu avessi trovato quei messaggi mentre era ancora in vita, ti avrebbe chiesto di perdonarlo. Pensa agli anni che ti ha regalato, e all’amore che ti ha dimostrato, e chiediti se gli concederesti quel perdono che lui, potendo, ti chiederebbe. Dopodiché fagli quel regalo, e fallo anche a te stessa.

P.S. Il fatto che tuo marito accettasse le attenzioni dei gay non fa che dimostrare che era una persona a posto. Oggi gli eterosessuali sicuri del loro orientamento sono molto più inclini ad accettare i complimenti dei gay, e alcuni – come tuo marito – li ricercano.

P.P.S. Tengo a ribadirti la mia vicinanza per il lutto che ti ha colpito.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

Vivo in North Carolina. Uno dei nostri due senatori, Thom Tillis, è uno dei repubblicani risultati positivi al covid-19 dopo aver fatto i cretini con il presidente alla Casa Bianca. Ma quando ho aperto il quotidiano locale – sorpresa sorpresa – la notizia principale non era la malattia di Tillis, bensì il fatto che il suo rivale democratico nella corsa al senato – Cal Cunningham – avesse confermato di essersi scambiato messaggi “sessuali” con una donna che non era sua moglie. Cliccando sul link al sito che per primo aveva dato la notizia mi aspettavo di trovare una foto del pisello, di scoprire chissà quali perversioni se non peggio, o come minimo qualche riferimento sessuale esplicito. E invece niente! Ci chiedono di scandalizzarci – e di votare per Tillis – davanti a messaggini da assoluto bollino verde, che parlano di “tanti baci” e di un vago desiderio di passare la notte insieme. Immagino che l’elemento scandaloso di questi scambi risibilmente casti sia che entrambe le parti sono sposate. Ci sarebbe da ridere, se non fosse una gran tristezza, e se non rischiasse di ostacolare i democratici nel tentativo di riprendersi il senato.

– Voter In North Carolina Enraged

Insomma qui si teme che la gente del North Carolina scelga di eleggere al senato degli Stati Uniti uno che appena apre bocca perde peli del culo di Trump – il senatore Thom Tillis – anziché Cal Cunningham, perché quest’ultimo ha mandato qualche messaggino ben poco spinto a una donna con cui non è sposato. Che depressione. Sono quattro anni che Tillis lecca il posteriore di un uomo che ha tradito tutte le sue mogli, e contro il quale una ventina di donne ha mosso credibili accuse di violenza sessuale. Il suo curriculum, per frequentazioni e vicinanza, sarebbe ben più vergognoso. Ma chiunque vinca le elezioni in North Carolina, non c’è al mondo collutorio sufficiente per togliere dal fiato di Tillis il fetore del perineo di Trump.

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Ieri ti ho spedito una lettera, e oggi ho detto a mio marito che voglio divorziare, per cui alla fine non avevo bisogno di consigli. Una volta messe le cose nero su bianco e riflettuto sugli ultimi tre anni e la fatica che tutto questo mi è costato, mi sono resa conto che ERA. ASSOLUTAMENTE. OVVIO. Non c’era il minimo dubbio, solo una risposta: il divorzio. Gli ultimi due giorni sono stati orribili, ma adesso comincia ad andar meglio. La cosa peggiore è stata procurargli un dolore così grande. Lui mi ama tantissimo, e dirgli che non lo amo allo stesso modo fa male. Ma resto ferma nella mia convinzione che, tra qualche anno, capirà che è stato un atto d’amore. Per lui e per me stessa. Grazie. Anche se non c’è stato bisogno di una risposta, il semplice fatto di poterti scrivere mi ha aiutato.

– Writing Was Enough

Sono felice che scrivermi quella lettera sia bastato, WWE, e dopo averla letta concordo: hai preso la decisione giusta sia per te sia per tuo marito. Buona fortuna a entrambi.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage Love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger