14 aprile 2021 16:45

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna, ho più di vent’anni. Circa un anno fa ho lasciato un ex nefasto e da allora mi aggiro (per casa!) convinta di averla superata. Non mi mancava, e a lui pensavo di rado. Briciolo di contesto: negli ultimi mesi di convivenza si era cominciato a parlare più spesso di figli e di un impegno per la vita. Mi aveva detto di volere entrambi, ma che in quel preciso momento la sua moderata depressione era peggiorata, e non voleva farsi aiutare. Ho tollerato la crudeltà del suo comportamento perché sapevo quanto stava male. Passava dal gelo assoluto ai rimproveri, al pretendere che io uscissi – da casa mia – perché aveva bisogno di “solitudine”. Una volta mi ha costretto ad alzarmi nel cuore della notte e ad andare a casa di amici! Aggiungerei che il sesso era al massimo mediocre, cosa che attribuivo ai suoi dieci anni più di me. La mia autostima ne ha sofferto. Poi l’ho lasciato.

Veniamo a oggi. Scopro che sta con un uomo. A malapena riesco a contenere la rabbia. Mi sento una vittima del suo senso di vergogna. I nostri amici sono progressisti! Sua sorella è stata con delle donne! I genitori lo accettano! Per lui, DAN, non vale alcuna delle ragioni che tu giudichi opportune per non dichiararsi! Il suo non accettarsi mi ha procurato il peggior trauma emotivo della mia vita, e sono furibonda. Ovviamente so che non mi riguarda. Sono affari suoi. Ma allora perché a ripensarci mi dà tanto fastidio? Da un lato vorrei dirgli qualcosa, ma non so se mi farebbe stare meglio. Ti sarei grata di qualsiasi indicazione. Non so cosa pensare.

– Bitterly Enraged And Really Distressed

Non per fomentare la tua rabbia, BEARD, ma sai quella sera che ti ha spedito a dormire dagli amici? Ecco, non era per “stare solo”. Era per ricevere.

Prima di dirti cosa puoi fare per la tua rabbia, BEARD, ci tengo a chiarire una cosa: non penso che avere l’esatto opposto di ciò che aveva il tuo ex – amici conservatori anziché progressisti, sorelle etero anziché bi o eteroflessibili, due genitori di merda anziché tolleranti – giustificherebbe uno che ha più di trent’anni a non dichiararsi. Se uno è giovane e dipende dai genitori è ovvio: avere dei genitori di merda e nessun aiuto dagli amici o dai famigliari è un valido motivo per non dichiararsi alle superiori, e magari fin dopo l’università. Ma non è una scusa valida per rimanere nascosti fino a trent’anni suonati, e certamente non lo è per usare il prossimo come il tuo ex sembra aver usato te, ovvero come donna-schermo (per nascondere la sua omosessualità).

Altra cosa che voglio chiarire: esistono un sacco di uomini over trenta, quaranta, cinquanta e oltre che a letto sono bravi, e tanti ventenni che quando va bene sono mediocri.

D’accordo, BEARD, hai ben ragione di essere arrabbiata. In questo rapporto hai investito tempo ed energie, e se il tuo ex si rivela gay, be’, vuol dire che ha mentito e ti ha usato e ti ha fatto sprecare tempo. Ma potrebbe essere anche bisessuale, nel qual caso potrebbe non esser stato completamente sincero, ma nemmeno averti usato o fatto sprecare il tuo tempo. In entrambi i casi ti ha trattato piuttosto male, e scoprire che adesso sta con un uomo ti porta a rileggere il vostro rapporto e la sua depressione, per non dire della notte in cui ti ha cacciato di casa per il suo bisogno di “solitudine”. Ripensando a una relazione, potersi dire “Ho fatto il possibile e non ha funzionato, ma almeno ci ho provato” è diverso dal doversi dire “Non avrei potuto cambiare le cose in alcun modo e sono stata biecamente usata”.

Secondo me devi fare due cose: innanzitutto decidere di non giustificare mai più chi ti tratta in modo crudele. A volte lo facciamo tutti, ma chi non riesce a trattare il partner con un minimo di rispetto e compassione nei momenti di crisi non è in condizioni di avere una relazione. Poi penso che dovresti scrivergli e sfogarti come si deve. Digli che sei arrabbiata, digli perché. Potresti non ottenere risposta – potresti non volerla – ma scrivere ti farà star meglio. E poi chi lo sa? Se dall’altra parte dovessero arrivare scuse sentite, BEARD, magari staresti meglio ancora.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Maschio cisgender. Diversi anni fa ho frequentato per qualche mese una donna, poi ci siamo allontanati. Niente di che. Anche se in seguito, scoprendo che era incinta, mi sono chiesto se il bambino fosse mio. Non ci sentiamo da anni, ma siamo rimasti amici su Fb, e ciclicamente vedo i suoi aggiornamenti e le foto del bambino. Nelle foto ci sono sempre solo lei e il figlio, non si vede nessuno che potrebbe essere il padre. Stamattina però ho visto un post in cui diceva che a maggio il figlio compirà sette anni, il che vorrebbe dire che è nato a maggio 2014 ed è stato concepito intorno all’agosto 2013. Noi abbiamo smesso di fare sesso a fine luglio 2013, per cui è abbastanza improbabile che possa essere mio figlio. Non è stata una separazione burrascosa, lei è benestante di suo, siamo stati insieme che avevamo entrambi superato i trentacinque, e lei in seguito potrebbe aver optato per una banca del seme. Ad ogni modo, pensi che dovrei chiederle se il figlio è mio? Capisco che sarebbe indelicato, ma è anche vero che un po’ mi piacerebbe saperlo. Tu che ne pensi?

– The Kid Is Not My Son (Probably)

Non credo che il bambino sia tuo, TKINMSP, ma nemmeno credo che sia suo. Mi spiego: la tua ex è chiaramente la madre, e tu potresti avere un legame biologico – potresti esserne il padre – ma in definitiva questo bambino appartiene solo a se stesso, TKINMSP, e un giorno potrebbe voler sapere chi è il suo padre biologico.

Riepilogando: se a fine luglio del 2013 scopavi con la tua ex senza protezioni e lei ha partorito a inizio maggio del 2014, TKINMSP, c’è una minima possibilità che tu sia il padre. Gli spermatozoi possono rimanere nel canale vaginale per qualche giorno, prima dell’ovulazione; la gravidanza può tardare di una settimana o due. Non sto dicendo che sia probabile, TKINMSP, solo che non si può escludere, e che soltanto la tua ex lo sa per certo. Per cui scrivile. Rassicurala subito sul fatto che non vuoi rientrare nella sua vita né in quella del bambino, e dille che te lo sei sempre chiesto. E poi dille che essendo il padre biologico, se mai avessero bisogno di una storia clinica familiare, o se il bambino un giorno volesse conoscere il suo padre biologico – e quello fossi tu – sei disponibile a fornire informazioni mediche e/o incontrare il figlio una volta adulto. Questo se ne sei il padre biologico, TKINMSP, e potresti non esserlo.

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Vivo a Portland, in Oregon, e ho un dilemma: non so se contattare o meno una persona. All’inizio del 2019 ho incontrato un uomo con cui doveva essere una botta e via, e la botta ha finito per durare un anno. Ci frequentavamo e facevamo sesso, ma diceva di non volersi mettere con me. A febbraio del 2020 c’è stata una bufera e mi ha chiesto un passaggio. Gli ho detto di sì senza rendermi conto che sarei passata a prenderlo da una ragazza per portare entrambi a casa di lui. Era stato da lei una settimana e le aveva detto che ero una collega. Non siamo mai stati colleghi. Quella sera mi dice che lui e la ragazza non stanno insieme, che lei lo aiuta a studiare, e che non vuole vedermi né sentirmi mai più. Mi blocca su tutti i social network. Salto in avanti a domenica scorsa. Mi messaggia dicendo che ha voglia di vedermi. Poi mi chiede di mandargli delle foto. Gli chiedo se si vede con qualcuna, e mi risponde che non sono affari miei. Ci vediamo. Ora mi sento in colpa e non so cosa fare. Casa sua è misteriosamente migliorata. È come se ci vivesse una ragazza, probabilmente la tizia della bufera. Non so se devo scriverle per spiegarle la situazione. Quando abbiamo cominciato a frequentarci, nel 2019, lui diceva che eravamo una coppia chiusa. Un paio di mesi dopo mi ha detto che sulla coppia chiusa aveva mentito e che dovevo farmi degli esami. Lo fa chiaramente in modo seriale. Devo avvertire la donna con cui sta? Io avrei molto gradito che qualcuno mi avesse avvertito nel 2019.

–Himbo Utterly No Good

Ma qualcuno nel 2019 ti ha avvertito, HUNG: lo ha fatto lui stesso. Ti ha avvertito nel 2019, e nel 2020, e poi di nuovo nel 2021. Era un avvertimento mentire sulla coppia chiusa e farti rischiare varie malattie sessualmente trasmissibili all’inizio del 2019. Era un avvertimento manipolarti per farsi scarrozzare a casa con la nuova fidanzata durante la bufera nel 2020. Era un avvertimento chiederti di punto in bianco, nel 2021, di vedersi, e la sua reazione difensiva (“Non sono affari tuoi”) quando gli hai chiesto se si vedeva con qualcuno è stata un avvertimento omaggio. E nonostante tre anni di questi avvertimenti, HUNG, tu l’hai comunque rivisto.

Considerato il tizio e come tratta le persone, HUNG, mi risulta facile immaginare che la nuova fidanzata abbia ricevuto – e puntualmente ignorato – gli stessi avvertimenti su di lui e da lui che avevi ricevuto tu. Per cui dubito tu debba sprecare del tempo a contattare con la donna con cui si vede, HUNG, perché le probabilità che lei dia retta al tuo avvertimento, dopo aver ignorato tutti quelli che saranno venuti da lui, sono scarse. Blocca il suo numero, smetti di seguirlo sui social network e, cazzo, non rivedere mai più questo stronzo.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.