29 settembre 2021 17:04

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

LOL, mi sa che questa cosa esula dalle tue competenze. Io e il mio fidanzato stiamo insieme da quasi cinque anni. Quando ci siamo conosciuti mi ha rivelato un suo feticismo, che da allora è francamente sfuggito di mano. Non sono di vedute ristrette e amo sinceramente dare piacere. Il mio approccio al sesso è sempre stato “se ti eccita, eccita anche me”. Ma il suo feticismo supera i confini dell’ossessione, senza contare che l’onere ricade interamente su di me.

Ecco la rivelazione: il mio fidanzato è un cosiddetto urofilo, ma non di quelli normali. Se non può guardarmi ogni volta che faccio pipì, si arrabbia. I primi due anni sono stati terrificanti perché se la facevo mentre era al lavoro mi faceva scenate di proporzioni epiche. E quindi me la tenevo. La cosa che mi ha già provocato infezioni alle vie urinarie e altri problemi, ma lui continua a insistere perché la trattenga il più a lungo possibile, per dargli sempre “un bel getto forte”. Devo anche lasciarmi guardare mentre faccio la cacca, cosa che mi imbarazza da morire perché faccio pipì e cacca insieme. Se mi scappa nel cuore della notte devo svegliarlo – facendolo arrabbiare – tanto che pur di non svegliarlo me la tengo per tutta la notte. La sua ossessione ha finito per diventare la mia, solo che a me non eccita.

Dopo il parto non mi lasciava letteralmente stare trenta secondi in bagno da sola, e avevo appena espulso un essere umano dalla vagina davanti a dieci adulti sconosciuti. Anche lì all’ospedale, doveva guardarmi. Non posso usare un bagno pubblico se non gli faccio un video. È un inferno. Non mi capita di fare la pipì in privato, senza qualcuno che mi veda o mi faccia sentire in colpa, da circa CINQUE ANNI. Mi sento prosciugata della mia umanità. Tutto questo gliel’ho detto, e lui se-ne-fre-ga. Questa cosa mi ha invaso la vita, scusami se è imbarazzante. Leggo la tua rubrica da anni e sei l’unico a potevo chiedere. LOL. Non voglio distruggere la mia famiglia per questo. Aiuto!

–Unrelenting Requirements Inducing Nervous Exhaustion

Non vuoi distruggere la tua famiglia per questo, URINE, ma io sì. Per la precisione vorrei distruggere la testa al tuo fidanzato. Sia intesa come metafora, non approvo la violenza. Eppure, leggendo la tua lettera mi viene voglia di dare al tuo fidanzato tanti metaforici pugni da frantumargli il metaforico cranio in mille metaforici pezzetti. E anche se non penso che la questione esuli dalle mie competenze – quel che devi fare mi sembra ovvio, come non dubito sembrerà a chiunque legga la tua lettera – ho comunque invitato un paio di esperti.

Il dottor Ian Fields è un ginecologo-urologo specializzato in disfunzioni del pavimento pelvico e patologie della vescica. Gli ho fatto leggere la lettera per avere un parere competente sui rischi di tutto ciò per la tua salute, URINE, ma prima di discutere i rischi sanitari che sei costretta a correre, vorrebbe affrontare l’elefante in salotto (e in camera da letto, in bagno, in sala parto).

“Chiamiamo le cose con il loro nome: quest’uomo sta abusando di lei”, dice il dottor Fields. “E da questa relazione psicologicamente violenta se ne deve andare”. Sono perfettamente d’accordo con lui, URINE: tu non stai accontentando un fidanzato kinky, sei terrorizzata (parole tue) da un uomo che abusa psicologicamente di te. Lascialo.

“I rischi per la salute ci sono e sono molti”, prosegue il dottor Filds. “Trattenere grandi quantità di urina nella vescica crea le condizioni per infezioni ricorrenti delle vie urinarie. Queste infezioni possono risalire nei reni, provocando un tipo di infezione che si chiama pielonefrite. Episodi ricorrenti di pielonefrite possono danneggiare i reni in modo permanente. E i reni non conviene perderli, perché se smettono di funzionare poi non riprendono”.

E distruggerti i reni non è l’unico rischio che corri, URINE.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

“Trattenere grandi quantità di urina può provocare lesioni della parete vescicale e problemi di ritenzione urinaria, o di impossibilità a svuotare la vescica, che possono non guarire”, dice il dottor Fields. “La vescica è un muscolo robusto e può riprendersi da molti traumi, ma quelli ripetuti possono danneggiarla in modo irreparabile. Possono inoltre provocare iperattività della vescica, e col tempo incontinenza urinaria, ovvero incapacità di controllare le perdite nel momento dell’impulso ad andare al bagno”.

Insomma, URINE, i rischi che corri per non incorrere nelle ire del tuo fidanzato non sono quel che si dice insignificanti. E veniamo ai danni emotivi e psicologici che già ti ha inflitto.

“Se questa donna si presentasse da me come paziente, mi sentirei in dovere di dirle che il suo fidanzato abusa di lei fisicamente ed emotivamente”, dice la psicoterapista Marissa Myers. “Arrabbiarsi e fare ‘scenate di proporzioni epiche’ sono due esempi dei comportamenti manipolatori con cui la persona abusante ricorda alla vittima chi comanda. Il disprezzo che quest’uomo ha per la sua salute fisica e la sua incolumità eleva a mio parere la questione ad abuso fisico”.

Molti dei pazienti di Myers sono individui e coppie che cercano aiuto per risolvere conflitti legati al sesso all’intimità, URINE, ma se tu andassi da lei come paziente – da sola o in coppia – lei non ti aiuterebbe a preservare la relazione.

“Aiutare la tua lettrice a trovare un compromesso o comunicare meglio sulla questione sarebbe come agevolare il protrarsi degli abusi”, spiega Myers. “Io le consiglio di cominciare a raccogliere informazioni, confidarsi con gente affidabile e pianificare con calma l’uscita. Una volta al sicuro da questo rapporto, la terapia potrà aiutarla a evitare altri rapporti di abuso”.

Questo non vuol dire che la colpa è tua, URINE. Il tuo fidanzato ha usato la rabbia per manipolarti, e il tuo desiderio di essere una brava compagna contro di te. Va bene avere la fantasia di guardare il partner ogni volta che piscia, ma è irrealistico, ingiusto e irrealizzabile pretendere che te lo lasci fare ogni singola volta.

Qui ahimè c’è poco spazio per il LOL, URINE, e so che speravi in una risposta diversa. La tua è una di quelle lettere per cui vorrei avere la macchina del tempo, e riportarti all’inizio della relazione – cinque anni e una gravidanza fa, quando il tuo fidanzato ha cominciato a terrorizzarti – implorandoti di lasciarlo prima che la situazione degenerasse tanto. Sono sicuro che a tuo figlio o a tua figlia vuoi bene e non è una scelta di cui ti penti, URINE, ma non puoi lasciare che il desiderio di preservargli il nido ti impedisca di sottrarti all’inferno che il tuo fidanzato ti costringe a vivere. Da’ retta a Myer: pianifica l’uscita, affidati al sostegno degli amici, prendi tuo figlio o tua figlia e scappa da quest’uomo prima che ti esplodano i reni.

***

Sono una donna (perlopiù) lesbica felicemente sposata. Gli uomini un po’ mi attraggono, ma solo nel contesto del sesso a tre con mia moglie. Non ho alcun desiderio di andarci a letto da sola, ma ogni tanto mi piace fargli una sega, o meglio succhiarglielo. Mia moglie lo sa e non è un problema. Al momento non possiamo fare tanto sesso a tre per varie ragioni, e sto pensando di trovarmi un uomo (se mai finirà la pandemia) con cui farlo. A mia moglie, che è un ex lavoratrice sessuale, dà fastidio che lo faccia – le seghe e i pompini – senza essere in alcun modo ricambiata. Dice che è un servizio e non dovrei regalarlo. Io la capisco, ma i soldi non mi interessano. Lo scambio di servizi, invece, mi sembra interessante! Per esempio io ti faccio una sega e tu mi pulisci il bagno, oppure mi falci il prato. Ho due domande. Primo: cosa ne pensi del punto di vista di mia moglie? Secondo: qual è il modo migliore per trovare o proporsi a qualcuno che può essere interessato?

–The System Called Reciprocity

A tua moglie fare seghe e pompini agli uomini non dà piacere, TSCR, per cui non ne ricava niente. Ecco perché i suoi clienti maschi devono pagare per i suoi servizi. A te invece fare seghe e pompini piace, TSCR, e ciò che ne ricavi è quel piacere. Tua moglie mi sembra uno di quegli etero che non capiscono perché all’amico gay piaccia fare i pompini anche se lo spompinato non ricambia e/o non pulisce la doccia.

Su come trovare un uomo interessato a farsi fare un pompino o una sega da una lesbica in cambio di qualche lavoretto in casa o in giardino, TSCR, esiste una cosa chiamata internet. Potresti averne sentito parlare da Katie Couric in un Today Show del 1994. Ebbene, io penso che questa internet prenderà piede, e lì esistono cose chiamate «app da incontri» che ti permettono di pubblicare annunci personali anche espliciti. Però attenzione: se nell’annuncio c’è scritto “Lesbica sposata cerca collaboratore domestico da pagare in seghe” il tuo telefono potrebbe esplodere. Credo sia una metafora, TSCR, ma quest’internet è così nuova che non potrei giurarci. Magari il telefono ti esplode davvero.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.