13 ottobre 2021 16:24

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una trentenne transessuale, Dan, e ho una domanda su quello che non ho dubbi sia tra i tuoi argomenti preferiti: il dibattito sulla differenza d’età nei rapporti. Quattro anni fa ho avuto un’esperienza sessuale a cui ripenso continuamente, chiedendomi se ci sia stato uno stupro. Avevo 26 anni e avevo conosciuto su un sito d’incontri una persona di 19, che sono andata a trovare in auto in uno stato confinante. Ti risparmio i dettagli, ma mentre cominciavamo a fare cose che avevamo concordato, una delle due parti in causa non se l’è sentita, e io ho ritirato il mio consenso. Per circa un quarto d’ora, questa persona ha rispettato il mio limite, dopodiché ci ha riprovato. Le ho detto di nuovo di no, e di nuovo per un quarto d’ora non se n’è parlato. Poi ci ha provato di nuovo. È andata avanti così finché mi sono semplicemente stancata. È finita con me che tentavo di addormentarmi, per evitare almeno di essere cosciente. Non è servito.

Tra i miei amici ci sono molti millennial socialmente consapevoli, e di tanto in tanto sui miei social vedo discutere della questione “differenza di età nei rapporti affettivi e sessuali”. Opinione comune, mi sembra di capire, è che tra una persona di 19 anni e una di 26 esista un divario di maturità enorme, e che quindi la seconda abbia il dovere di evitare qualsiasi contatto sessuale con la prima. Per alcuni, il semplice fatto di immaginare di fare sesso con una persona di diciannove anni fa di me una pervertita e una predatrice sessuale. È difficile non proiettare queste posizioni sull’esperienza che ho avuto, e cazzo se mi ci perdo. Sentirmi ripetere che gli adolescenti sono troppo vulnerabili, o che io ero in una posizione di potere, non evoca solo ricordi dolorosi, ma mi fa sentire una pervertita.

Ho fatto qualcosa di male? Io propenderei per il no. Non avevo alcun potere ufficiale su quella persona, non avevamo un rapporto stabile, e non è mia abitudine (mai più mi fiderò di una persona così giovane). Ho anche cercato di applicare la tua regola del bravo campeggiatore. Anziché sparire, dopo gli ho mandato un messaggio in cui spiegavo perché non avrei voluto ripetere – non aveva rispettato i miei limiti – nella speranza che in futuro si comportasse meglio. Sono sicura all’80 per cento di non dovermi sentire in colpa, ma c’è un 20 per cento che non vuole tacere. Ho sbagliato?

–Am Getting Exasperated

“Mi spiace per lei, e va da sé che non deve sentirsi in colpa per la violenza sessuale che ha subìto”, dice James Greig, un giornalista londinese che collabora con The Guardian, Vice e altre testate. “E dal mio punto di vista questo episodio dimostra come spesso la realtà sia più complessa di quanto non voglia ammettere chi discute online della questione età”.

Greg, che per il Guardian ha scritto anche di questi argomenti, riconosce che ad alimentare il dibattito è il legittimo timore che gli squilibri di potere possano provocare abusi e forme di sfruttamento, AGE, ma teme anche che certe posizioni “bianco/nero” che si sentono in giro contribuiscano a creare un senso di sicurezza infondato. “Si pensa che nei rapporti tra coetanei le possibilità di abuso siano inferiori”, dice Greig, “ma stando alla mia esperienza non sempre è così”. Inoltre, chi esprime condanna per le relazioni affettive e/o sessuali tra persone di età molto diverse – i moralisti che ti fanno sentire così isolata – spesso non considerano, e tanto meno capiscono i tanti altri fattori che, oltre all’età, possono esporre al rischio di abusi e sfruttamento.

“Anche il fatto di essere donna e trans può renderti vulnerabile”, dice Greig. “E questo vale per qualsiasi cosa: i soldi, la posizione sociale, o anche solo il carattere o il temperamento dell’individuo: ci sono persone più dominanti e crudeli di altre”.

E alcune non capiscono che solo sì vuol dire sì, che no significa “assolutamente no”, e che ritirare il proprio consenso non vuol dire “riprova tra cinque minuti”.

A volte chi commette il tipo di violazione del consenso/dei limiti/fisica che hai subìto tu non ha intenzione di fare del male ed è in grado di imparare dai suoi errori – spero che il messaggio che hai inviato a quella persona abbia avuto effetto – ma c’è anche chi fa pressioni per coinvolgere una persona in (o sottometterla a) un rapporto sessuale indesiderato in modo consapevole e fregandosene. Possono avere 19 anni come 99, AGE, e le loro vittime possono essere più giovani o più vecchie. Se poi di cognome fanno Trump, possono anche diventare presidenti.

“La vita è troppo complicata perché precetti univoci come ‘il divario di età nei rapporti è sbagliato’ servano a qualcosa”, osserva Greig, “il che vuol dire che su certe questioni bisogna valutare caso per caso”.

E nel tuo caso, AGE, né io né lui pensiamo tu abbia sbagliato.

Ciò detto, AGE, “prendere l’auto per andare a scoparsi un adolescente in un altro stato”, ecco, non è che suoni benissimo, e molti non andrebbero al di là di questo. Ma solo perché un po’ di persone che vivono su internet (e altre che non sanno cosa sia) scoprendo la vostra età possono fare due conti e bollarti come predatrice sessuale, AGE, non significa che tu debba schiaffarti addosso la stessa etichetta. Eravate adulti consenzienti, almeno finché tu non hai ritirato il consenso, dopodiché hai subìto una violenza sessuale. Dovrai scegliere attentamente le persone con cui parlarne, AGE, ma certo non addossarti la colpa. Hai vissuto un’esperienza, imparato la lezione e cercato di migliorarti. Spero che anche l’altra persona – avendo ora superato i vent’anni – impari qualcosa e cerchi di migliorarsi.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Niente di fondamentale, ma volevo un tuo parere. Sono un quarantenne eterosessuale che ama depilarsi. A mia moglie – siamo sposati da sedici anni – non piace depilarsi, per cui io lo faccio e lei no. Una volta si è lasciata depilare da me, ma il risultato non le è piaciuto e non l’abbiamo più rifatto. La settimana scorsa era lì che si dilettava con le mie parti basse, e tra una chiacchiera e l’altra (sì, ha un talento) mi ha detto che le mie parti intime depilate non la fanno impazzire. Dice che la fanno pensare a un bambino in età prepuberale. E non le piace depilarsi perché teme che gli estimatori del pube depilato in realtà pensino alle bambine. L’idea di farsi un taglietto da quelle parti la fa star male. A me invece piace proprio la sensazione della pelle, oltre a farmelo sembrare più grosso. E ormai c’è tanto di quel porno con gente depilata che forse in mente ho un po’ anche quello. Scriverti questa lettera è stato terapeutico, Dan. Ora che la rileggo, intravedo una soluzione: due mesi sì (depilato), due mesi no (nature). Sono il primo lettore che si risolve il problema da solo?

–Shaving Nuts Is Promising

P. S. Se hai qualcosa da aggiungere, dillo senza, ehm, peli sulla lingua.

Non sei il primo che si risolve il problema da solo nel tempo impiegato per scrivere la lettera, anzi: metà delle persone che mi scrivono sa già benissimo che cosa fare. Devono lasciare una persona, andare in terapia o imparare a stringere, e mi scrivono sperando che io gli dia una spintarella, SNIP, cosa che faccio sempre volentieri.

P.S. Una precisazione: sono decenni che uomini e donne adulte si depilano l’inguine – il moderno dibattito “pelo sì/pelo no” è entrato da un pezzo nel suo terzo decennio – e comincia a spazientirmi chi sostiene che l’inguine depilato lo/la ripugna perché lo associa all’età prepuberale. A meno di essere genitori di un figlio attualmente preadolescente, o dei pediatri, è assai più probabile vedere degli esseri umani adulti con l’inguine glabro che dei bambini in età prepuberale. Diciamocelo. Pensate agli ultimi cento inguini depilati che avete visto: appartenevano a dei bambini o a dei partner sessuali e/o pornoattori adulti? Quando in un porno gay vedo un uomo adulto con l’inguine depilato, io non penso: “Lui col cazzone da venti centimetri sembra un bambino!”. Penso: “Sembra uno dei tanti adulti che ho visto nel porno e ogni tanto dal vero”.

Insomma, va bene preferire un partner peloso – che i peli se li accorci o meno – ma la preferenza per il pelo pubico si può esprimere anche senza insinuare che chi lo ama depilato sia pedofilo. Un uomo che si fa la barba non lo fa per sembrare un bambino, e soprattutto non lo sembra. Una donna che si depila le ascelle non lo fa per sembrare una bambina, e non lo sembra. Lo stesso vale per gli adulti e le adulte che si depilano l’inguine. E andiamo.

***

La settimana scorsa mi ha mandato in confusione la lettera di PERV, che cercava un sinonimo di “perverso”. Pensavo che la risposta scontata fosse “kinky”. Ma tu hai risposto con un altro termine, e adesso mi chiedo che differenza ci sia. Oggi su certe cose non puoi sbagliare.

–Thought I Knew It All

La risposta giusta era “kinky”. Ovvio. Perché non l’ho suggerita? Be’, ho sempre avuto un debole per “perv” – a casa lo usiamo affettuosamente – ma se vuoi la verità vera: ho scritto quella risposta da fumato, e “kinky” si è perso nelle spire del Thc.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.