Marina Forti

È una giornalista italiana.

La mappa dell’Italia inquinata

In Italia 5,9 milioni di abitanti in 319 comuni vivono accanto a siti contaminati e il loro rischio di ammalarsi è superiore alla media nazionale. Leggi

Roma è ancora alle prese con la crisi dei rifiuti

Cinque mesi fa un incendio ha devastato un impianto di trattamento dei rifiuti e la capitale si è svegliata avvolta in una nube nera. Un’inchiesta per capire cos’è successo e perché da allora è stato fatto poco e niente. Leggi

pubblicità
La nuova destra europea frena la lotta al riscaldamento globale

Quali sono le posizioni dei partiti di destra europei sul cambiamento climatico? E cosa cambierà nel parlamento se questi partiti dovessero ottenere un buon risultato alle elezioni di maggio? Leggi

Cosa non torna nell’analisi costi-benefici sul Tav

Lasciamo per un momento da parte i quasi trent’anni di lotte e polemiche, e cerchiamo di rimettere in fila i dati. Cosa c’è scritto nell’analisi voluta dal M5s e cosa manca per avere un quadro completo. Leggi

L’industria della corruzione che gira intorno al petrolio

A Milano è in corso un processo di cui non si parla tanto. Eppure è uno dei più grandi casi di corruzione nella storia dell’industria petrolifera e coinvolge aziende come l’Eni e la Shell. Leggi

pubblicità
Cosa sognano le ragazze bangladesi in Italia

Negli ultimi trent’anni migliaia di donne sono arrivate dal Bangladesh in Italia. L’inizio non è stato facile, ma tante ce l’hanno fatta. E ora si confrontano con le aspirazioni delle figlie. Leggi

Le incertezze dell’Iran nello specchio del suo cinema

Gli iraniani temono tempi bui, ma non si rassegnano. Una visita al Fajr international film festival può aiutare a capire l’aria che tira nel paese. Leggi

Come si vive circondati dal carbone in Polonia

Mentre l’Europa chiude le miniere, Varsavia ne vuole aprire altre. Grazie anche ai soldi di una compagnia di assicurazioni italiana. Leggi

Il lavoro è il grande assente dalla campagna elettorale

Da Milano a Saronno, da Monza a Origgio: il lavoro non è mai stato così precario, ma l’ossessione della politica è l’immigrazione. Leggi

Una storia siciliana di veleni

Gran parte di Biancavilla, in Sicilia, è stata costruita con il materiale di una cava vicina al centro. Compreso un minerale simile all’amianto che ha causato decine di morti. Leggi

pubblicità
Viaggio nella provincia assediata dalle discariche

In provincia di Brescia finiscono rifiuti da tutta Italia. Le aziende guadagnano milioni e i residenti si sentono in pericolo. Leggi

Leggere e tradurre l’Italia a Teheran

Chi sono gli scrittori italiani più tradotti? E gli autori iraniani da tenere d’occhio? La fiera del libro in Iran ha riservato alcune sorprese. Leggi

Il petrolio nigeriano porta l’Eni e la Shell in tribunale

Un grande giacimento di petrolio al largo della Nigeria è al centro di uno scandalo finanziario che si svolge tra il paese africano, il Regno Unito, i Paesi Bassi e ormai anche l’Italia. La storia della licenza Opl 245 rivela qualcosa su una delle industrie più opache al mondo, quella dell’estrazione petrolifera. Leggi

A passeggio in Siberia sul lago Baikal tra turisti e inquinamento

La costa è una linea azzurrina, lontana. Intorno c’è solo ghiaccio, una distesa che sembra sconfinata. Siamo sul lago Baikal, Siberia orientale: un mare lungo 620 chilometri, largo tra i 20 e gli 80, profondo circa un chilometro e mezzo, la più grande massa d’acqua dolce del pianeta. D’inverno si copre di uno strato di ghiaccio abbastanza spesso da reggere pulmini e jeep. Così, sul lago qui va inteso alla lettera: siamo sopra al lago e lo attraversiamo a bordo di una jeep. Leggi

A Nicotera è scoppiata la rivolta dell’acqua

Alle otto del mattino c’è già una discreta folla sulla piazza della Marina di Nicotera, provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Donne, uomini, vecchi e giovani. “Siamo stufi di promesse non mantenute”, dicono. “L’acqua è inquinata, il mare è sporco. Viviamo di turismo, ma il mare d’estate è una fogna”. Leggi

pubblicità
La ricerca sul cancro è sotto attacco negli Stati Uniti

L’apparenza è quella di una disputa scientifica, ma a ben vedere ha risvolti molto politici. Nella prima settimana dell’era di Donald Trump un’organizzazione scientifica degli Stati uniti, l’American chemistry council, ha lanciato una campagna contro una delle istituzioni scientifiche affiliate all’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, Iarc nell’acronimo in inglese Leggi

La ricca Brescia ha un problema con l’inquinamento industriale

Sul terreno dei giardinetti è vietato giocare. “Zona inquinata soggetta a divieti”, avverte uno dei cartelli disseminati nei giardini pubblici della zona sud di Brescia, in quartieri come Primo Maggio e Chiesanuova. Ricordano che quei terreni sono intrisi di diossine e di pcb, policlorobifenili, altamente tossici e cancerogeni. Un pericolo subdolo, non si vede. È l’eredità di decenni di attività dello stabilimento chimico Caffaro, vecchio impianto situato un paio di chilometri a ovest di piazza della Loggia, il cuore della città. Leggi

La stampa indipendente in Asia perde una delle sue voci più libere

L’idea del magazine in lingua inglese Himal Southasian si può riassumere in una carta geografica. È la mappa del subcontinente indiano, dalla catena dell’Himalaya fino alla punta dell’India e dello Sri Lanka: solo che l’Himalaya sta in basso e l’oceano Indiano in alto, la mappa è sottosopra. Uno sguardo non ovvio sull’Asia meridionale. Leggi

Per le vittime del colera ad Haiti le scuse dell’Onu non bastano

Nel mondo è passato inosservato il discorso pronunciato il 1 dicembre dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, ormai alla fine del suo mandato. Non così ad Haiti: quel giorno un centinaio di persone si è raccolto per ascoltarlo in diretta streaming, e molti hanno festeggiato. Per la prima volta l’Onu, per bocca del suo massimo rappresentante, ha ammesso di aver avuto un ruolo nell’epidemia di colera, scoppiata nel 2010, che ha ucciso quasi diecimila haitiani. Leggi

La guerra in Siria vista dai campi di grano

Dopo quasi sei anni di conflitto, in Siria la produzione di grano è pressoché dimezzata. L’agricoltura è al collasso e il crollo più drastico è avvenuto proprio nell’ultimo anno. Leggi

pubblicità
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.