Elezioni politiche

La Romania non avrà come premier una donna  musulmana

Più di due settimane fa, l’11 dicembre 2016, diciotto milioni di romeni sono andati alle urne per scegliere i 466 parlamentari alla camera e al senato. Il Partito socialdemocartico ha vinto con una larga maggioranza e il suo leader, Liviu Dragnea, ha proposto Sevil Shhaideh come prima ministra, ma la sua nomina è ancora ferma, cancellando così la prospettiva di avere per la prima volta in un paese dell’Unione europea una donna musulmana capo del governo. Leggi

Dopo le elezioni la stampa spagnola prende atto della fine del bipartitismo

All’indomani delle elezioni legislative dove, per la prima volta dal ritorno della democrazia, nessun partito ha la maggioranza necessaria per governare, i giornali prendono atto della fine di un’epoca, quella del bipartitismo, e riflettono sulle coalizioni possibili, mettendo in guardia contro il rischio di una configurazione “all’italiana”, con coalizioni traballanti. Leggi

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In Birmania i generali hanno vinto di nuovo

Gioco, set e partita: tutto è a favore dei generali birmani. L’8 luglio alla fine hanno annunciato la data delle elezioni politiche, un tempo ritenute il vero segno della democrazia in Birmania: l’8 novembre. Ma ancora una volta il vincitore sarà l’esercito.  Leggi

La modernità della Turchia

Domenica i turchi sono stati chiamati a rinnovare il loro parlamento, in uno scrutinio che il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha trasformato in un referendum sul passaggio a un regime presidenziale. Leggi

Il presidente turco affronta un voto epocale

I sondaggi potrebbero anche rivelarsi sbagliati, e magari domenica sera il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan otterrà la maggioranza parlamentare dei due terzi, quantomeno riuscirà a far eleggere un numero di deputati del suo partito sufficiente a tentare la via del referendum. Per il momento, però, le previsioni dicono altro. Leggi

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Il Regno Unito a due giorni dal voto

Lo scrutinio si annuncia tanto incerto quanto decisivo, sia per il Regno Unito sia per l’Europa intera. L’esito delle elezioni è estremamente dubbio perché, a due giorni dal voto, i sondaggi continuano a prospettare un pareggio tra i due grandi partiti britannici (quello conservatore e quello laburista). Leggi