Il 4 luglio l’esercito ucraino ha confermato la sua ritirata da un quartiere della città strategica di Časiv Jar, nell’est del paese, la cui conquista era stata rivendicata da Mosca il giorno precedente.

“Il comando ha deciso di ritirarsi in posizioni più sicure e meglio difese”, ha dichiarato alla televisione Nazar Vološyn, portavoce delle forze armate schierate nella zona.

La Russia ha affermato di aver conquistato un primo quartiere della città strategica di Časiv Jar, su cui si sta concentrando da mesi nella speranza di una svolta militare nell’Ucraina orientale.

La posizione elevata della città permetterebbe alle truppe russe di raggiungere con i loro cannoni Kramatorsk, la più grande città mineraria della regione di Donetsk, e la guarnigione ucraina su questa parte del fronte.

“Non era più opportuno tenere il quartiere di Kanal, dove il nemico era penetrato, perché avremmo messo a rischio la vita e la salute dei soldati. Le posizioni dei nostri militari sono state distrutte”, ha spiegato Nazar Vološyn.

L’esercito russo sta continuando ad attaccare il resto della città, situata dall’altra parte del canale che dà il nome all’area, nella speranza di catturarla tutta, ha aggiunto il portavoce.

In totale, “solo nell’area di Časiv Jar sono stati registrati 238 bombardamenti nelle ultime 24 ore. La maggior parte del fuoco di artiglieria è stato indirizzato verso la parte meridionale della città”, ha dichiarato.

Il canale Telegram DeepState, che si basa su fonti aperte vicine all’esercito ucraino, ha affermato mercoledì che il quartiere è stato “completamente raso al suolo” e che rifiutarsi di abbandonarlo avrebbe portato solo a “maggiori perdite”. “Ritirarsi da quest’area è quindi una decisione logica, per quanto difficile”, ha concluso.

Negli ultimi mesi, a più di due anni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, l’esercito russo ha preso l’iniziativa in prima linea e sta guadagnando gradualmente terreno.

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