Il 20 gennaio, poche ore prima dell’insediamento di Donald Trump, il presidente uscente Joe Biden ha emesso provvedimenti di grazia preventiva per alcuni politici e funzionari allo scopo di proteggerli da “procedimenti giudiziari ingiustificati e politicamente motivati”.

“Credo nello stato di diritto e sono convinto che il nostro sistema giudiziario abbia la forza per resistere alle pressioni politiche, ma viviamo in circostanze eccezionali e non posso, in tutta coscienza, stramene con le mani in mano”, ha affermato in un comunicato.

In seguito alle minacce rivolte da Trump ai suoi avversari politici, Biden, 82 anni, ha deciso di proteggere l’ex capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Mark Milley, l’ex responsabile della lotta alla pandemia di covid-19 Anthony Fauci e politici e funzionari che hanno partecipato alla commissione d’inchiesta sull’assalto al congresso del 6 gennaio 2021, oltre ai poliziotti che hanno testimoniato davanti alla stessa.

“È inquietante che questi servitori dello stato siano stati minacciati e intimiditi per aver fatto il loro dovere”, ha dichiarato Biden, che alle 12, ora locale, passerà il testimone a Trump.

“Alcuni sono stati addirittura minacciati di azioni legali”, ha sottolineato.

Il 1 dicembre Biden aveva anche concesso la grazia al figlio Hunter, che era in attesa di conoscere l’entità della pena dopo essere stato riconosciuto colpevole di possesso illegale di arma da fuoco e frode fiscale.

Il 23 dicembre aveva poi commutato trentasette condanne a morte federali in ergastoli senza possibilità di liberazione condizionale.

Il presidente democratico riceverà Trump e la moglie Melania in mattinata alla Casa Bianca, e poi, rispettando il protocollo, parteciperà alla cerimonia d’insediamento del nuovo capo dello stato.

Quattro anni fa il miliardario repubblicano, infuriato per la sconfitta, aveva lasciato la Casa Bianca senza ricevere il suo successore e senza partecipare al suo insediamento.