L’8 gennaio le autorità venezuelane hanno scarcerato vari prigionieri politici, tra cui l’ex candidato alle presidenziali Enrique Márquez, mentre la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha assicurato che il paese “non è sottomesso agli Stati Uniti” dopo la cattura di Nicolás Maduro nella notte tra il 2 e il 3 gennaio.
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato sul suo social network Truth social di aver annullato un secondo attacco contro il Venezuela dopo la liberazione dei prigionieri.
Márquez aveva condotto una battaglia giudiziaria contro la rielezione di Maduro nel 2024, ottenuta secondo l’opposizione e una parte della comunità internazionale grazie a brogli sistematici.
L’oppositore, 62 anni, si era candidato alle presidenziali per rappresentare l’opposizione in caso di rifiuto da parte delle autorità della candidatura di Edmundo González Urrutia, che a sua volta aveva sostituito María Corina Machado, dichiarata ineleggibile.
Ma González Urrutia era stato ammesso e Márquez si era quindi fatto da parte.
|
Iscriviti a Sudamericana |
Cosa succede in America Latina. A cura di Camilla Desideri. Ogni due settimane, il venerdì.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Sudamericana
|
|
Cosa succede in America Latina. A cura di Camilla Desideri. Ogni due settimane, il venerdì.
|
| Iscriviti |
Dopo le elezioni del luglio 2024 González Urrutia era andato in esilio, mentre Márquez era stato arrestato nel gennaio 2025. Machado è stata invece premiata con il Nobel per la pace 2025.
Trump ha annunciato l’8 gennaio che la prossima settimana riceverà Machado a Washington. Ha aggiunto che sarebbe “un grande onore” se lei gli consegnasse il suo Nobel.
Tra i prigionieri scarcerati, oltre ad alcuni stranieri, c’è l’avvocata e attivista per i diritti umani Rocío San Miguel, arrestata nel febbraio 2024.
San Miguel, che ha anche la cittadinanza spagnola, è partita immediatamente per la Spagna con altri quattro concittadini, secondo quanto riferito da Madrid.
“Le scarcerazioni sono un gesto unilaterale del governo per favorire la coesistenza pacifica”, ha affermato Jorge Rodríguez, presidente del parlamento venezuelano.
Secondo l’ong Foro penal, prima dell’8 gennaio nel paese c’erano 806 prigionieri politici.
Nonostante le scarcerazioni, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha assicurato che il Venezuela “non è sottomesso agli Stati Uniti” e ha riaffermato la sua “lealtà nei confronti del presidente Maduro”.
In un’intervista concessa al New York Times, pubblicata l’8 gennaio, Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero mantenere il controllo del Venezuela per anni.
Il 9 gennaio il presidente statunitense riceverà i dirigenti delle maggiori aziende petrolifere statunitensi per discutere delle “grandi opportunità di fare affari in Venezuela”.
Intanto, l’8 gennaio cinque senatori repubblicani si sono uniti ai loro colleghi democratici per portare avanti una risoluzione il cui obiettivo è limitare i poteri militari di Trump nei confronti del Venezuela. In caso di adozione, il presidente non potrebbe ordinare nuove operazioni militari nel paese senza un voto al congresso.
La mozione procedurale è stata approvata con 52 voti a favore e 47 contrari, e il testo sarà ora sottoposto a un voto al senato la prossima settimana.
Trump ha reagito definendo i cinque senatori repubblicani degli “idioti”, che “non dovrebbero mai più essere eletti”.