L’11 gennaio Jerome Powell, presidente della Federal reserve (Fed), la banca centrale degli Stati Uniti, ha annunciato che l’istituto è minacciato da azioni legali del dipartimento della giustizia, che si aggiungono a molteplici pressioni esercitate dal presidente statunitense Donald Trump.
“La Fed ha ricevuto una convocazione del dipartimento della giustizia che potrebbe portare a un’accusa penale, legata a una mia audizione nel giugno scorso su un progetto di ristrutturazione della sede dell’istituto”, ha spiegato in un comunicato.
Secondo lui, la convocazione rientra nelle pressioni esercitate da Trump sull’istituto per spingerlo ad abbassare maggiormente i tassi d’interesse, in un momento in cui l’inflazione rimane però al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento.
“La mia testimonianza sul progetto di ristrutturazione è solo un pretesto. La minaccia di un’azione legale è legata alla volontà della Fed di prendere decisioni di politica monetaria nell’interesse dei cittadini e non del presidente”, ha affermato Powell in un video pubblicato sul sito della banca centrale.
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Interrogato sulla questione durante un’intervista all’emittente Nbc, Trump ha assicurato di non saperne nulla. “L’unica pressione a cui Powell è sottoposto è quella dei tassi troppo alti”.
Il presidente statunitense accusa la Fed di non aver rispettato il budget previsto per la ristrutturazione della sua sede a Washington, denunciando possibili frodi e sostenendo che i costi siano passati da 2,7 a 3,1 miliardi di dollari, cifre che Powell smentisce.
Secondo quest’ultimo, “la vera posta in gioco è se la Fed potrà continuare a stabilire il livello dei tassi sulla base delle condizioni economiche o se la politica monetaria sarà determinata da pressioni politiche e intimidazioni”.
Come conseguenza di queste tensioni, la mattina del 12 gennaio il prezzo dell’oro e dell’argento, beni rifugio per eccellenza, hanno raggiunto nuovi record a Hong Kong.
Prima ancora della sua rielezione, Trump aveva più volte accusato Powell di non agire rapidamente per abbassare i tassi d’interesse.
Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca aveva accentuato le pressioni, definendo il presidente della Fed “un imbecille” e cercando di destituirlo.
“Ho servito la Fed sotto quattro amministrazioni, sia repubblicane sia democratiche, e ho sempre fatto il mio dovere. Intendo portare avanti il lavoro per il quale sono stato confermato dal senato”, ha affermato Powell.
Il leader della minoranza democratica al senato, Chuck Schumer, ha denunciato un grave attacco all’indipendenza della Fed. “Chiunque non segua alla lettera le indicazioni di Trump rischia di essere perseguito dal dipartimento della giustizia”, ha dichiarato.
Il mandato del presidente della Fed scadrà a maggio e Trump potrà quindi sostituirlo, probabilmente con il suo principale consigliere economico, Kevin Hassett.