Il 12 febbraio i partiti belgi hanno trovato un accordo per formare il nuovo esecutivo della regione di Bruxelles-Capitale, mettendo fine a una crisi politica che durava da 613 giorni.

La coalizione sinistra-destra sarà formata da sette partiti, sia francofoni sia fiamminghi.

Un’immagine con la scritta “Bruxelles ha vinto”, con sullo sfondo un camino da cui esce una fumata bianca, è stata pubblicata sul social network X da Georges-Louis Bouchez, leader del Movimento riformatore (Mr, liberali francofoni), il primo partito della capitale, intorno al quale ruota la coalizione.

Il Belgio, che ha sistemi elettorali proporzionali a tutti i livelli (stato, regioni, comuni), è noto per le interminabili trattative politiche.

Ma lo stallo nella regione di Bruxelles-Capitale è stato di una durata senza precedenti, superando i 541 giorni a livello federale nel 2010-2011.

In assenza di un esecutivo regionale non era stato possibile adottare misure di bilancio. La regione, che ha 1,2 milioni di abitanti, era stata quindi costretta a sospendere investimenti e sovvenzioni, al punto che alla fine di gennaio re Filippo aveva espresso “forte preoccupazione per le gravi conseguenze della crisi”.

“Questa situazione di stallo sta danneggiando la reputazione del nostro paese. I partner stranieri mi chiedono: ‘Che cavolo sta succedendo?’”, aveva dichiarato il 9 febbraio il primo ministro Bart De Wever.

La crisi durava dal giorno successivo alle elezioni del giugno 2024, che avevano consolidato la frammentazione politica, con 14 partiti rappresentati nel parlamento regionale.

Alla fine l’accordo è stato raggiunto dopo tre giorni di “conclave” tra l’Mr e il Partito socialista, le due formazioni principali della regione di Bruxelles, che insieme hanno la maggioranza dei 72 deputati francofoni, a cui si aggiungono i 17 eletti fiamminghi.

Alla coalizione, oltre a un terzo partito francofono, il centrista Les Engagés, partecipano quattro formazioni fiamminghe, tra cui i Verdi (Groen).

È stato decisiva l’adesione dei liberali fiamminghi di Anders, che avevano a lungo posto come condizione l’inclusione dei conservatori della Nuova alleanza fiamminga (N-Va, la formazione di De Wever), scontrandosi con l’opposizione del Partito socialista.