Il 18 febbraio una coalizione di associazioni ambientaliste statunitensi ha fatto causa all’amministrazione Trump per l’abrogazione di un testo del 2009 che era alla base della lotta contro le emissioni di gas serra negli Stati Uniti.
Secondo le associazioni, che hanno presentato il loro ricorso nella capitale Washington, l’abrogazione annunciata il 12 febbraio dal presidente Donald Trump sarebbe “illegale”.
“Abbiamo citato in giudizio Trump per impedirgli di distruggere il futuro dei nostri figli, facendo al tempo stesso un gigantesco regalo alle aziende petrolifere”, ha spiegato in un comunicato David Pettit, avvocato dell’ong Center for biological diversity, una delle associazioni coinvolte nell’azione legale.
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Il testo in questione, denominato “Endangerment finding”, era stato adottato dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) nel 2009, all’epoca del presidente democratico Barack Obama.
Classificava sei gas serra, tra cui l’anidride carbonica e il metano, come pericolosi per la salute pubblica, aprendo la strada a numerose normative federali volte a limitarne le emissioni, a cominciare dai camion e dalle automobili.
La sua abrogazione infligge un duro colpo all’azione climatica degli Stati Uniti, secondo emettitore mondiale di gas serra, responsabili del riscaldamento globale.
Secondo le associazioni, le argomentazioni avanzate dall’amministrazione Trump per giustificare l’abrogazione del testo sono già state esaminate e respinte in passato dalla giustizia statunitense.
La loro azione legale, che potrebbe essere seguita da molte altre, innescherà probabilmente una lunga battaglia giudiziaria, che potrebbe arrivare alla corte suprema, la più alta giurisdizione del paese.
La corte ha attualmente una maggioranza ultraconservatrice, ma nel 2007 era stata proprio una sua decisione ad aprire la strada a questo testo emblematico della lotta contro il cambiamento climatico negli Stati Uniti.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, Trump – negazionista climatico e grande sostenitore dei combustibili fossili – aveva già smantellato varie normative climatiche e ambientali ereditate dalle precedenti amministrazioni.
“Le prove scientifiche riguardo al cambiamento climatico causato dalle attività umane e alle sue conseguenze erano già inequivocabili nel 2009 e, da allora, sono diventate ancora più allarmanti e convincenti”, avevano avvertito a luglio più di mille scienziati ed esperti in una lettera pubblica.