Il 23 febbraio il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha denunciato l’ascesa in tutto il mondo della “legge del più forte”, che si sta traducendo in “un attacco su vasta scala ai diritti umani”, alimentato anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

“Quest’attacco non è condotto in segreto, ma alla luce del sole, spesso sotto la direzione dei potenti del mondo. Ovunque i diritti umani sono sacrificati, deliberatamente e a volte perfino con orgoglio”, ha dichiarato all’apertura della sessione annuale del Consiglio dei diritti umani a Ginevra.

“Lo stato di diritto è schiacciato dalla legge del più forte”, ha sottolineato, senza citare specifici stati o leader.

Guterres ha aggiunto che “quando i diritti umani crollano, crolla tutto il resto. Viviamo in un mondo in cui le sofferenze di massa sono considerate normali, in cui gli esseri umani sono usati come merce di scambio e in cui il diritto internazionale è visto come un ostacolo”.

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha affermato che “è in corso sulla scena mondiale una feroce lotta per il potere e per il controllo delle risorse, con un’intensità che non si vedeva da più di ottant’anni”, mentre “l’uso della forza si sta banalizzando”.

“Le persone si sentono impotenti e vulnerabili”, ha aggiunto, chiedendo un contrappeso “alle tendenze autocratiche”.

Le conclusioni delle Nazioni Unite sono amare: i conflitti si moltiplicano, l’impunità dilaga, i diritti umani sono calpestati e i bisogni umanitari esplodono mentre i finanziamenti si riducono, in un contesto di drastici tagli agli aiuti imposti dal presidente statunitense Donald Trump.

“Minoranze prese di mira”

Secondo Guterres, “le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, sono sempre più spesso usate per reprimere, ampliare le disuguaglianze ed esporre le persone emarginate a nuove discriminazioni”.

Türk ha invece attaccato i leader che “sfruttano consapevolmente la disinformazione per distogliere l’attenzione, mettere a tacere ed emarginare”, mentre “una piccola cricca di magnati della tecnologia controlla ormai una fetta enorme dei flussi d’informazione, distorcendo il dibattito pubblico, i mercati azionari e più in generale il funzionamento delle democrazie”.

Dopo aver citato “la chiusura di ong, l’arretramento dei diritti delle donne e l’esclusione delle persone con disabilità”, Guterres ha denunciato che “i migranti sono arrestati ed espulsi nel più totale disprezzo dei diritti umani e della loro stessa umanità” e che “i membri della comunità lgbt+ e di altre minoranze sono presi di mira”.

Il mandato di Guterres, che si era insediato il 1 gennaio 2017, scadrà alla fine dell’anno.

Nel suo ultimo discorso al Consiglio dei diritti umani, un organismo che gli Stati Uniti continuano a boicottare, ha citato solo tre delle principali crisi mondiali, condannando “la violenta repressione delle manifestazioni in Iran”, chiedendo “la fine della guerra in Ucraina, che ha già causato la morte di più di 15mila civili”, e deplorando il fatto che la soluzione a due stati del conflitto israelopalestinese “è stata resa impraticabile”.