Il 10 marzo il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen ha annunciato 50mila licenziamenti in Germania entro il 2030 allo scopo di ridurre i costi, dopo aver registrato nel 2025 il peggior risultato dai tempi dello scandalo “dieselgate”.
Il gruppo, che detiene dieci marchi, ha precisato che oltre ai 35mila licenziamenti già annunciati alla fine del 2024 per il marchio Volkswagen, i tagli di posti di lavoro riguarderanno anche i marchi di lusso Audi e Porsche, in grave difficoltà, e la filiale software Cariad.
L’annuncio è la conseguenza di un risultato operativo sceso a 8,9 miliardi di euro nel 2025, con una riduzione di quasi il 53 per cento rispetto all’anno precedente.
L’utile netto si è dimezzato, scendendo a 6,9 miliardi di euro, il dato più basso dal 2015, l’anno dello scandalo dei motori diesel truccati.
|
Iscriviti a Economica |
La newsletter su economia e lavoro. A cura di Alessandro Lubello. Ogni venerdì.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Economica
|
|
La newsletter su economia e lavoro. A cura di Alessandro Lubello. Ogni venerdì.
|
| Iscriviti |
Nel 2025 il gruppo ha registrato nove miliardi di euro di oneri aggiuntivi, di cui cinque miliardi legati al cambiamento di strategia elettrica della Porsche, il cui risultato operativo è sceso da 5,3 miliardi di euro ad appena 90 milioni.
Inoltre, i dazi doganali imposti dagli Stati Uniti sono costati all’azienda tre miliardi di euro, e un ulteriore miliardo è legato a una ristrutturazione in corso presso la Volkswagen.
“Senza questi oneri la situazione sarebbe stata migliore, ma questa consapevolezza non è sufficiente per poter investire massicciamente nel futuro”, ha dichiarato durante una conferenza stampa Arno Antlitz, il direttore finanziario del gruppo.
“Dobbiamo proseguire i nostri sforzi per ridurre i costi, in modo da aumentare la nostra redditività a lungo termine”, ha aggiunto.
I licenziamenti riguardano tutti i settori d’attività dell’azienda, cioè approvvigionamento, produzione, vendite e qualità, ha sottolineato Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen.
Nel 2025 il fatturato del gruppo Volkswagen è rimasto pressoché invariato, attestandosi a 322 miliardi di euro, con nove milioni di veicoli consegnati, lo 0,2 per cento in meno rispetto all’anno precedente.
Mentre le vendite in Europa e in Sudamerica hanno registrato una crescita dal 5 al 10 per cento, quelle in Nordamerica hanno risentito dei dazi (meno 12 per cento) e quelle in Cina della concorrenza delle case automobilistiche locali (meno 6 per cento).
Per aggirare i dazi, il gruppo Volkswagen prevede di delocalizzare parte della produzione negli Stati Uniti attraverso il suo marchio statunitense Scout Motors, rilanciato per produrre suv e pick-up elettrici a partire dal 2027.
Nel 2026 il gruppo prevede che la sua redditività resterà sotto pressione a causa dell’aumento dei costi delle materie prime, delle tensioni geopolitiche e della forte concorrenza.