La Bulgaria ha accolto il nuovo anno dicendo addio al lev e adottando l’euro. È diventata così il ventunesimo stato dell’Unione europea a rinunciare alla propria valuta per la moneta unica. Nonostante le difficoltà economiche del paese, che è il più povero dell’Unione ma anche quello con il debito pubblico più basso e una crescita economica tra le più alte, solo il 42 per cento dei bulgari è favorevole a questo cambiamento.

Il notiziario video Europa Settegiorni, che racconta la vita delle società del continente, cerca di spiegare le ragioni dello scetticismo, in cui ha senz’altro un ruolo la disinformazione, diffusa anche dalla Russia. E sottolinea il contesto politico molto instabile: in Bulgaria ci sono stati otto governi in quattro anni e le grandi manifestazioni della generazione Z hanno fatto cadere il primo ministro proprio pochi giorni prima del passaggio alla moneta unica.

Questo notiziario settimanale è prodotto dalla piattaforma europea Arte ed è disponibile in dieci lingue grazie a un progetto di collaborazione tra vari giornali europei: Balkan Insight (Birn), El País (Spagna), Gazeta Wyborcza (Polonia), Internazionale (Italia), Ir (Lettonia), Kathimerini (Grecia), Le Soir (Belgio), Sinopsis (Birn Romania). Il progetto, coordinato da Arte, è finanziato dall’Unione europea in seguito all’invito della Direzione generale delle reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie (Cnet) di creare piattaforme multimediali europee.

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