Giuseppe Conte a Roma, il 24 maggio 2018.

Il nuovo inquilino di palazzo Chigi secondo la stampa straniera

Giuseppe Conte a Roma, il 24 maggio 2018.
25 maggio 2018 15:31

Servo di due padroni
The Economist, Regno Unito
“In molti altri paesi, Giuseppe Conte sarebbe politicamente morto. Invece, il 23 maggio, gli è stato chiesto di formare il prossimo governo italiano”, nota l’Economist. “Nonostante una controversia che mette in dubbio la sincerità di Conte, il presidente Sergio Mattarella ha chiesto al poco noto professore di diritto di cercare il sostegno del parlamento per il primo governo populista dell’Europa occidentale. Probabilmente ci riuscirà. Il cinquantacinquenne Conte, che ha promesso di essere ‘il difensore del popolo italiano’, è stato un candidato di compromesso scelto dalla formazione antiestablishment del Movimento 5 stelle e dall’estrema destra della Lega, dopo che è diventato evidente che nessuno dei due avrebbe lasciato che l’altro avesse l’incarico di premier. Insieme, l’M5s e la Lega hanno una solida maggioranza di 37 seggi nella camera dei deputati, un po’ più sottile in senato. Ma le controverse affermazioni del nuovo presidente del consiglio non sono l’unico motivo per dubitare che sia all’altezza del compito. Sarà il quinto premier di fila senza un’investitura elettorale. Non ha esperienza politica. Tuttavia, se appoggiato dal parlamento, sarà presto il rappresentante del suo paese al Consiglio europeo e insieme a personaggi come Donald Trump e Vladimir Putin. Dubbio altrettanto pertinente è se avrà il rispetto, per non parlare dell’obbedienza, dei politici che lo hanno scelto o se, come Truffaldino nel capolavoro comico settecentesco di Carlo Goldoni, finirà per essere il servo di due padroni”.

Un marziano a palazzo Chigi
El País, Spagna
“Mercoledì pomeriggio, Giuseppe Conte ha lasciato un appartamento nel centro di Roma e ha fermato un taxi in mezzo alla strada: ‘Pensa che ce la facciamo ad arrivare ​​in sei minuti al Quirinale? Ho un appuntamento’”: è il racconto del corrispondente Daniel Verdú.

“Il tassista, come la maggior parte degli italiani, non aveva la minima idea di chi stesse scommettendo contro il diabolico traffico dell’ora di punta di Roma. Né immaginava che alla fine di quella corsa sul colle del Quirinale, il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, lo stesse aspettando per affidargli la carica di presidente del consiglio. Dopo l’incontro, Conte ha chiamato un altro taxi e ha continuato con gli appuntamenti pomeridiani. Questa volta, era già diventato una celebrità. Un po’ come quel marziano sbarcato a Roma e raccontato da Ennio Flaiano. L’Italia non aveva mai avuto un premier di cui nessuno aveva mai sentito parlare. Un’idea che sublima la premessa di base del populismo politico: chiunque può governare un paese se i cittadini sono al suo fianco. Certo, la formula funziona meglio se mancano legami con il passato, con la casta. E il professore, di cui nessuno nei salotti romani aveva notizie, aveva proprio questa funzione. Imparare il lavoro gli costerà fatica. All’opposizione già si lamentano della sua ignoranza delle dinamiche parlamentari e dei dossier europei. Ma alcune cose andranno più velocemente. Già mercoledì, per esempio, tra il primo e il secondo taxi, Conte ha avuto il tempo di imparare come si costruisce il mito dell’uomo comune. Alla fine dell’incontro con Mattarella, il Quirinale aveva preparato un’auto ufficiale con autista per portarlo al suo prossimo incontro alla camera dei deputati. Ma mentre usciva, i flash della stampa e i consiglieri dell’M5s, a sua disposizione per tutto quel giorno, lo aspettavano per prendere un altro taxi, pagarlo di tasca sua e continuare con la messa in scena del marziano a Roma”.

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L’Italia rischia di entrare in rotta di collisione con i partner europei
Usa Today, Stati Uniti
“Con il novizio Giuseppe Conte destinato a diventare il prossimo presidente del consiglio, l’attenzione del paese si concentra sulla sua azione di equilibrio per mantenere il potere, mentre gli alleati e l’Unione europea temono una rotta di collisione con il nuovo governo antiestablishment”, scrive il quotidiano statunitense. “Conte, un avvocato relativamente sconosciuto scelto come candidato di compromesso, è incaricato di tenere in piedi una controversa piattaforma populista e antimigranti tra i due principali vincitori delle elezioni del 4 marzo: il Movimento 5 stelle e la Lega. La loro vittoria arriva nel bel mezzo dell’ondata populista che ha portato al referendum sulla Brexit e all’elezione di Donald Trump. Le elezioni italiane sono state contrassegnate da attacchi volgari e violenti contro l’establishment politico, i migranti e l’Unione europea. Il primo ordine del giorno di Conte sarà quello di convincere i mercati finanziari e i leader stranieri – compresi quelli negli Stati Uniti – a non temere una piattaforma che includa il ripensamento del ruolo dell’Italia nella zona euro, l’istituzione di una flat tax, l’aumento delle pensioni, l’espulsione di centinaia di migliaia di migranti e la richiesta all’Unione europea di cancellare 300 miliardi di dollari di debito italiano”.

Il vuoto di potere di Roma sta già avendo un impatto su alcuni programmi europei
Financial Times, Regno Unito
“Il nuovo governo populista di Roma non ha ancora giurato, ma il vuoto di potere sta già avendo un impatto su alcuni affari cruciali dell’Unione europea. Il primo è un programma di riforme del settore bancario che sarà discusso il 25 maggio dai ministri delle finanze dell’Unione. L’intoppo è l’Italia. Dopo mesi di trattative, in una riunione della scorsa settimana Roma ha detto ai diplomatici europei che non è in grado di firmare le riforme in occasione della riunione dei ministri delle finanze. Ma un accordo è disperatamente necessario come trampolino di lancio per un più ampio accordo sulla riforma dell’area euro che i governi stanno cercando di raggiungere entro giugno. Altre scadenze sono a rischio. I governi stanno cercando di negoziare un accordo entro il prossimo vertice Ue sulla revisione del controverso sistema che regola l’immigrazione. Le modifiche al regolamento di Dublino – usato per determinare quale paese ha la responsabilità di trattare le richieste di asilo – sono state gettate in ulteriore dubbio dal vuoto italiano. Ottenere un consenso europeo su come affrontare le regole sul capitale bancario o sulla distribuzione dei migranti non sarà più facile visto che i diplomatici devono ricevere le loro nuove istruzioni dal governo di Roma. Con queste preoccupazioni, i ministri delle finanze dell’Ue stanno facendo pressioni per andare avanti e concordare i regolamenti bancari entro venerdì, per evitare che il problema venga preso in mano da Matteo Salvini e co”.

Giuseppe Conte, un presidente sotto tutela
Les Echos, Francia
“‘Finalmente comincia la terza repubblica’, esulta Luigi Di Maio. Non saranno né lui né Matteo Salvini a dirigere il governo ma un terzo uomo: Giuseppe Conte. Un triumvirato di cui sarà il terzo in ordine di importanza, posto sotto tutela dai due intemperanti leader dei partiti antisistema. Hanno già stabilito la lista dei ministri, di cui faranno parte. Per quanto riguarda il programma, dovrà basarsi punto per punto su un ‘contratto di governo’ alla cui stesura non ha partecipato. Ha anche perso l’ultima prerogativa a lui concessa dalla costituzione, cioè quella di promuovere e coordinare l’attività dei ministri, visto che le divergenze sull’azione di governo saranno oggetto di un comitato di conciliazione”, scrive Olivier Tosseri da Roma.

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“Non avendo garanzie sulla formazione del presidente del consiglio, Sergio Mattarella intende ottenerne su quella del governo. Il nazionalismo e un programma privo di una seria copertura finanziaria seducono gli elettori, ma preoccupano i mercati e i partner dell’Italia. Cercherà quindi assicurazioni sui nomi del futuro ministro degli esteri, ma soprattutto sull’economia. Si parla dell’economista Paolo Savona, sostenuto dalla Lega. Il suo passato come ministro dell’industria del governo Ciampi dal 1993 al 1994 dovrebbe rassicurare. Non lo fanno invece gli estratti della sua autobiografia in procinto di uscire nelle librerie. Chiama l’euro come una ‘gabbia tedesca’ che ‘dimezza il potere d’acquisto degli italiani’. Savona trae quindi le sue conclusioni: ‘Sbattere i pugni sul tavolo è inutile. Devi preparare un piano B’. L’alternativa è ‘finire come la Grecia’. Due minacce che Sergio Mattarella vuole evitare, influenzando ora la composizione del governo”.

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