1968, l’anno della rivolta

18 aprile 2018 14:56

L’anno della rivolta raccontato con gli articoli della stampa dell’epoca. Il terzo numero di Internazionale extra costa 2,50 euro e si compra in edicola oppure online.

I fatti del 1968, anche visti oggi a distanza di cinquant’anni, hanno l’aspetto di un puzzle disordinato. Rivolte, scioperi, occupazioni, manifestazioni e sit-in. Dall’Europa occidentale al Giappone collettivi studenteschi, associazioni rivoluzionarie, anarchici, femministe e gay erano in fermento. Ognuno trovava la sua voce e voleva farsi sentire.

Sono passati cinquant’anni, ma molti articoli dell’epoca sembrano scritti oggi. C’è chi, come il settimanale tedesco Der Spiegel (pag. 8), si chiede chi siano e cosa vogliano gli studenti, e lo fa con uno strumento che per l’epoca è particolarmente moderno: il sondaggio d’opinione. Sul quotidiano francese Le Monde il filosofo e scrittore Jean-Paul Sartre, intervistando uno dei protagonisti del maggio francese, Daniel Cohn-Bendit (pag. 4), cerca di capire perché il movimento non si stia organizzando in qualcosa di più strutturato.

1968, l’anno della rivolta


La Pravda, organo del Partito comunista sovietico, attacca il filosofo Herbert Marcuse, uno degli intellettuali del movimento studentesco: i giovani occidentali, secondo la Pravda, sono marionette del capitalismo che di fatto “decomunistizzavano” la rivoluzione (pag. 11). Alcuni articoli si spingono cronologicamente indietro: lo straordinario ritratto di Martin Luther King scritto da James Baldwin (nell’inserto in bianco e nero) è stato pubblicato nel 1961, ma è un testo fondamentale. Altri si spingono avanti, fino al 1969: la lunga notte di Stonewall è la prima rivolta gay della storia e darà origine al movimento per la visibilità e la liberazione delle persone lgbt. I giornali cercano di raccontare un movimento tutto nuovo, senza programmi né strutture, e basato sul puro spontaneismo. Una generazione si stava accorgendo di avere la forza di rovesciare lo stato delle cose.

Questo articolo è uscito sulla prima pagina del terzo numero di Internazionale extra, in edicola dal 18 aprile.

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