Ezra Furman.

Ezra Furman e il sesso degli angeli 

Ezra Furman.
17 marzo 2018 15:01

Ezra Furman, Suck the blood from my wound
Parlando del suo ultimo disco Transangelic exodus, il cantautore di Chicago Ezra Furman l’ha definito “una saga da fuorilegge queer”. È un concept album che parla di identità sessuale, discriminazione e fascismo con rabbia e sincerità. E spazia tra i generi: c’è il rock, c’è il pop, c’è una spruzzata di hip hop e c’è una sbandierata identità “genderfluid” che rende queste canzoni originali e coinvolgenti. Ci sono i ritornelli da cantare, ma anche delle parti strumentali per niente banali.

Il tema di Transangelic exodus è riassunto nel primo pezzo del disco, Suck the blood from my wound: una persona scopre di essere un “transangelo”, cioè che si sta trasformando in un angelo. Appena gli spuntano le ali, viene messa in quarantena perché considerata un potenziale pericolo per la società. La voce narrante dell’album, probabilmente lo stesso Furman, lo mette in salvo e scappa con lui in auto. Il disco è il racconto del loro viaggio. Suck the blood from my wound cita classici del rock come Sweet jane e Hurricane, ma anche un successo più recente come Time to pretend degli Mgmt, e ha uno spirito “on the road” che ricorda certe cose di Bruce Springsteen. Ma non importa a cosa somiglia, importa che arriva dritta allo stomaco. La Bella Union ha messo su YouTube per intero Transangelic exodus, quindi potete ascoltarlo qui sotto. Ve lo consiglio.


Jon Hopkins, Emerald rush
Il nuovo pezzo di Jon Hopkins colpisce come un martello ma è al tempo stesso una delle cose più dolci e melodiche che ho ascoltato negli ultimi mesi. Ti commuove mentre ti prende a pugni in faccia. Sono pronto a scommettere che funzionerà benissimo nei suoi live (ne farà uno in Italia a giugno).

Il nuovo disco di Hopkins, uno dei producer di musica elettronica migliori del mondo in questo momento, s’intitola Singularity e uscirà il 4 maggio per la Domino Records. Il precedente Immunity era un grande album, vediamo se riesce a ripetersi.


Meshell Ndegeocello, Waterfalls
Un po’ di anni fa ero un bassista (scarso) e ho sempre avuto una fascinazione particolare per le donne che suonano questo strumento. Meshell Ndegeocello rientra in pieno in questa categoria. Classe 1968, questa bassista, cantautrice e attivista nata a Berlino e cresciuta a Washington ha un talento particolare nel registrare cover. In passato ha fatto successo con una sua versione di Wild night di Van Morrison (registrata in duetto con John Mellencamp).

Nel suo nuovo disco, Ventriloquism, Ndegeocello ha reinterpretato una serie di successi del pop e dell’rnb americano degli anni ottanta e novanta, con ottimi risultati. C’è una versione eterea di Atomic dog di George Clinton, c’è Sometimes it snows in April di Prince, c’è un brano Tina Turner. E poi c’è questa versione quasi country di Waterfalls delle Tlc, che era già notevole nella sua versione originale.


Amen Dunes, Believe
Quando Damon McMahon, il frontman degli Amen Dunes, ha cominciato a registrare il nuovo album Freedom ha scoperto che sua madre era malata di cancro. La canzone Believe parla di questo ed è una ballata psichedelica in stile Byrds, nostalgica e toccante. Con versi semplici ed efficaci come “When I was a kid I was afraid to die but I growed up now (Quando ero piccolo avevo paura di morire, poi sono cresciuto)”.

Freedom degli Amen Dunes uscirà il 30 marzo per la Sacred bones e si candida a diventare uno dei dischi più interessanti di questi mesi, dato che anche il precedente singolo Blue rose era un ottimo pezzo.


Manitoba, Dio nei miei jeans
C’è una forte sensualità nella musica dei giovani fiorentini Manitoba, che hanno pubblicato da poco l’album d’esordio, intitolato Divorami. Merito degli arrangiamenti dei pezzi, minimalisti ma efficaci, e dell’intreccio delle voci di Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti.

I Manitoba hanno varie influenze: dall’indie rock statunitense al grunge, fino alla musica italiana di Franco Battiato e Loredana Bertè. Dettaglio non secondario: sanno stare molto bene sul palco, e hanno margini di crescita. Teniamoli d’occhio.

P.S. Cinque nuovi pezzi si sono aggiunti al playlistone. Buon ascolto!

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