L'aeroporto internazionale di Nicosia abbandonato, il 10 marzo. (Neil Hall, Reuters/Contrasto)

Persi nel tempo

11 aprile 2014 12:40

L’isola di Cipro è attraversata da est a ovest da una linea, chiamata green line, che ricorda come il paese resti fisicamente e simbolicamente diviso.

La green line è una zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite lunga circa 180 chilometri e larga al massimo sette chilometri e mezzo, e occupa più o meno il tre per cento dell’isola. È il prodotto delle tensioni politiche e delle violenze scoppiate tra le le comunità greche e turche di Cipro dopo l’indipendenza dal Regno Unito, nel 1960. Nel 1963 furono inviate nell’isola truppe dell’Onu, ma nel 1974 la situazione precipitò: un colpo di stato appoggiato dalla dittatura militare di Atene tentò di insediare un governo che procedesse all’annessione alla Grecia. La Turchia reagì occupando la parte settentrionale dell’isola, che nel 1983 diventò la Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta soltanto dalla Turchia.

I tentativi di mediazione portati avanti dalle Nazioni Unite a partire dal 1985 sono falliti a più riprese. Nel 2004 la popolazione grecocipriota ha bocciato con un referendum un progetto di unificazione che proponeva la costituzione di uno stato federale con la presidenza spettante a rotazione alle due comunità. Lo stesso anno la sola parte grecocipriota, cioè la Repubblica di Cipro, è entrata nell’Unione europea, e dal 2008 nella zona euro.

La zona cuscinetto ha cambiato il volto della città di Nicosia, con strade interrotte da muri di cemento, barriere e filo spinato, negozi, case e persino un aeroporto abbandonati. Fuori delle zone edificate la linea non è segnata da blocchi o recinzioni particolari e, anche se è sorvegliata da checkpoint e torrette di guardia, sembra di trovarsi in una riserva naturale più che in un’area militarmente attiva.

Ci sono comunque segnali che fanno sperare in una riconciliazione tra le due parti. Nel villaggio di Pyla, all’interno della green line, la comunità greca e quella turca convivono e, pur non annullando del tutto le tensioni, scaturite in parte con la crisi economica, sono riuscite ad accordarsi per amministrare insieme il villaggio.

Lungo o dentro la zona cuscinetto non si possono scattare foto, se non muniti di un permesso speciale e accompagnati da un osservatore dell’Onu.

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