Una ragazza esce dall’acqua a Flackstad, il 13 marzo. (Olivier Morin, Afp)

Surfisti polari

17 marzo 2016 15:48

L’inverno norvegese non è così terribile come immaginiamo, scrive il fotografo francese Olivier Morin. Uno dei suoi ultimi servizi fotografici arriva da Unstad, nelle isole norvegesi di Lofoten, 150 chilometri a nord del circolo polare artico. Grazie alla corrente calda del Golfo, che attraversa l’Atlantico e lambisce le coste occidentali della Norvegia, il termometro, in questa stagione, può scendere a dieci gradi sotto zero quando soffia il vento, ma di solito si ferma a uno o due gradi sotto lo zero.

Per questo, dagli anni sessanta, le isole Lofoten sono una meta amata dai surfisti che ne apprezzano le onde altissime, simili a quelle della Florida.

Il surf artico ha molti fan, soprattutto quando le giornate si allungano. E se di mattina è raro trovare persone in acqua, gli sportivi – dilettanti e professionisti, uomini e donne – cominciano ad arrivare verso le quattro del pomeriggio, quando gli abitanti delle isole escono dall’ufficio e si dirigono verso il mare. Ma sono molti anche i surfisti che vengono da lontano, dalla California o dall’Australia. “Non c’è un posto simile a questo”, spiega uno di loro. “Si può fare surf, uscire dall’acqua, percorrere un centinaio di metri e farsi una discesa sugli sci”.

Olivier Morin ha scattato queste foto tra il 9 e il 14 marzo 2016 e ha raccontato il suo lavoro sul blog fotografico dell’Afp.

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