Mia Farrow. (Bob Willoughby, Mptv Images/Reel Art Press)

Dietro le quinte di Rosemary’s baby

30 agosto 2018 17:45

Il 12 giugno 1968 Rosemary’s baby uscì nei cinema statunitensi e fu un successo di critica e pubblico. Il film narra la storia di una giovane coppia, Guy Woodhouse (John Cassavetes) e Rosemary (Mia Farrow), in cerca di casa a New York. La trovano in un condominio elegante, abitato da anziani gentili e premurosi, dove in passato sono avvenuti degli omicidi i cui colpevoli non sono mai stati trovati. In questo appartamento ha inizio una serie di eventi inquietanti che costruiscono la tensione durante tutto il film.

Basato sull’omonimo romanzo di Ira Levin, Rosemary’s baby è considerato un capolavoro della cinematografia mondiale, inserito tra i titoli da preservare nella Biblioteca del congresso degli Stati Uniti. All’epoca Roman Polanski era un giovane regista polacco che si era guadagnato una fama internazionale con Il coltello nell’acqua (1962), Repulsion (1965) e Cul-de-sac (1966). Nel 1967 diresse anche il suo omaggio all’horror in stile Hammer con Per favore non mordermi sul collo. Polanski arrivò a Hollywood grazie a Robert Evans degli studi Paramount, che lo volle per realizzare un adattamento dal libro di Levin. La scelta si rivelò azzeccata: con un budget di 3,2 milioni di dollari il film ne incassò 33.

Rosemary’s s baby fa paura ma non è un film dell’orrore. Polanski parte dall’angoscia del precedente Repulsion e costruisce un thriller psicologico di suspense, in debito più con il cinema di Alfred Hitchcock che con Roger Corman. Il film nasce in un periodo storico particolare, quando il vecchio sistema sociale era scosso dalla controcultura, e le sicurezze degli statunitensi erano state messe in crisi dagli assassini di John Fitzgerald Kennedy, di suo fratello Bob e di Martin Luther King. Rosemary’s baby suggerisce che il pericolo non sono vampiri e lupi mannari, ma può arrivare dagli esseri umani, in particolare quelli dela porta accanto.

This is no dream celebra il film a cinquant’anni dalla sua uscita. Il volume, pubblicato da Reel Art Press, raccoglie le fotografie scattate da Bob Willoughby durante le riprese.

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