Due sorelle entrano nella moschea sotterranea di Beket-Ata, nella regione di Mangghystau, Kazakistan, 2010. (Chloe Dewe Mathews, Aperture e Peabody museum press)

Influenza caspica

05 novembre 2018 18:08

Dal 2010 al 2015 Chloe Dewe Mathews ha viaggiato nei paesi che si affacciano sul mar Caspio, raccontando come la geografia e le risorse naturali di questo luogo abbiano lasciato un’impronta indelebile nella vita delle persone.

Dalla seconda metà dell’ottocento nel Caspio è cominciata l’estrazione di petrolio, a cui si è aggiunta in seguito quella di gas naturale. Con il crollo dell’Unione Sovietica, questa ricchezza energetica ha provocato contese e tensioni tra Kazakistan, Azerbaigian, Turkmenistan, Russia e Iran - i cinque paesi caspici - e catturato l’attenzione delle maggiori compagnie petrolifere mondiali.

Nel progetto Caspian: the elements, Dewe Mathews rivela il legame forte e inevitabile della popolazione con la terra e i suoi elementi. “Ogni ferita lasciata in questi territori dai poteri del passato è una ferita alle persone” afferma in un’intervista al Guardian. Alternando paesaggi drammatici dai toni pastello a ritratti, documenta le comunità spinte verso la modernità dal gas e dal petrolio, ma che faticano a trovare un’identità dopo aver vissuto per decenni sotto l’influenza sovietica.

Caspian: the elements è diventato un libro, ed è in mostra alla galleria Aperture di New York fino al 30 novembre.

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