The sociological record. (Zofia Rydet)

Tutte le case della Polonia

01 febbraio 2019 15:11

Durante l’estate del 1978, all’età di 67 anni, la fotografa polacca Zofia Rydet cominciò il lavoro più importante della sua carriera. Per questo progetto viaggiò per più di cento cittadine della Polonia e scattò tra le ventimila e le trentamila foto. Il suo scopo era quello di fotografare ogni casa del suo paese.

Rydet cominciò a dedicarsi seriamente alla fotografia quando aveva quarant’anni. Fece la sua prima mostra nel 1961, esponendo il progetto Little man, una serie di ritratti a bambini, realizzati in Polonia, in Bulgaria, in Jugoslavia e in Egitto.

L’idea del progetto delle case in Polonia – che poi intitolò The sociological record – le venne in mente durante la visita in una fabbrica di automobili a Jelcz, nel sudovest del paese. Anche se gli uffici dei dipendenti erano minuscoli, ognuno lo aveva arredato in maniera diversa: “Le persone che ci lavoravano li decoravano con quello che gli piaceva di più”, raccontava Rydet in un’intervista nel 1990.

Per The sociological record, Rydet ha fotografato le persone circondate da oggetti personali nelle loro case. I soggetti guardano in macchina, l’obiettivo è un grandangolo: “Un modo semplice per registrare fedelmente la realtà da una prospettiva distaccata”, ha spiegato la fotografa, che ha continuato il progetto fino a poco prima della sua morte, nel 1997.

Rydet non stampò quasi nessuna delle sue foto. Nel 2011 i responsabili del suo archivio hanno creato una fondazione per digitalizzarle. Nel 2015 al museo di arte moderna di Varsavia le è stata dedicata una mostra, ma ancora oggi gran parte del suo progetto non è stato esposto.

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