◆ La pandemia di covid-19 potrebbe cambiare radicalmente il modo di spostarsi nelle città, con conseguenze per la società e per il pianeta. La paura di esporsi al virus ha spinto molte persone a evitare i mezzi pubblici, scrive The Conversation. Quando è cominciato il blocco delle attività nel Regno Unito, a marzo, gli spostamenti sono nettamente diminuiti. A giugno, con la revoca delle restrizioni, sono aumentati. Ma ancora oggi gli spostamenti sui mezzi pubblici sono il 66 per cento in meno rispetto a prima della crisi, quelli a piedi si sono ridotti del 30 per cento e quelli in automobile del 22 per cento. A livello globale, c’è una tendenza all’abbandono del trasporto pubblico a favore dell’auto privata. In Germania gli spostamenti in auto sono aumentati del 34 per cento rispetto a prima della pandemia.
La crisi non si risolverà presto. La necessità di rispettare il distanziamento sociale ridurrà la capienza di autobus e treni per mesi. Alcune aziende di trasporti pubblici potrebbero fallire o essere privatizzate. Gli spostamenti in macchina potrebbero aumentare, con effetti negativi per il traffico e l’inquinamento. Ma c’è anche uno scenario alternativo: si potrebbero introdurre misure a favore dei pedoni e dei ciclisti, e incentivare gli spostamenti con mezzi elettrici. “La pandemia ci offre l’opportunità di ricostruire le città in una prospettiva a lungo termine, con un nuovo approccio allo spazio urbano”, conclude The Conversation.
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Questo articolo è uscito sul numero 1363 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati