Unione europea

Dopo la sconfitta dei conservatori alle elezioni tedesche e le dimissioni del premier austriaco Sebastian Kurz, indagato per corruzione, il Partito popolare europeo (Ppe) sembra essere entrato nella crisi più grave della sua storia: il gruppo che un tempo dominava la politica continentale conta solo nove capi di governo su 27 nell’Unione europea, e se la Cdu sarà esclusa dal nuovo esecutivo tedesco non rappresenterà nessuno dei cinque maggiori paesi dell’Unione e nessuno stato dell’Europa occidentale. Per le forze di centrodestra, schiacciate tra l’ascesa dei sovranisti e le nuove priorità dei giovani moderati, le dimissioni di Kurz sono un problema particolarmente grave, dato che l’alleanza stretta dal giovane premier austriaco con i verdi era considerata un modello per il rinnovamento del campo conservatore. Con l’ormai prossima uscita di scena di Angela Merkel, inoltre, il Ppe si trova improvvisamente privo di una figura di riferimento: al momento il leader più forte è il premier greco Kostas Mitsotakis. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1432 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati