Le differenze di genere negli studi clinici continuano a fare notizia. Al George institute for global health, in Australia, Cheryl Carcel ha analizzato i dati su 600mila volontari che hanno partecipato a 281 studi clinici internazionali sull’ictus tra il 1990 e il 2020, scoprendo che uomini e donne non sono equamente rappresentati. In media le donne costituivano meno del 40 per cento del campione, pur rappresentando il 48 per cento dei 14 milioni di casi di ictus registrati ogni anno nel mondo. Lo squilibrio era più marcato negli studi sull’ictus da emorragia intracerebrale e sulle terapie di riabilitazione dopo la fase acuta della malattia. In trent’anni le disparità sono rimaste invariate: un risultato che sorprende, spiega la ricercatrice su Neurology, considerando che alcuni paesi hanno adottato politiche sanitarie che tengono conto delle differenze, biologiche e socioculturali, tra uomini e donne.

Questo articolo è uscito sul numero 1432 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati