Secondo un sondaggio condotto nel Regno Unito, la telemedicina, a cui si ricorre di più dopo la pandemia, potrebbe aggravare le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Alcuni ricercatori hanno chiesto a medici e pazienti di valutare le visite effettuate in remoto nel campo della reumatologia. Secondo l’indagine, la telemedicina ha molti aspetti positivi: riduce i costi, è comoda e aiuta a sopperire alla carenza di specialisti. Tuttavia, presenta anche dei problemi. Il 93 per cento dei medici ammette di non aver potuto valutare a fondo le condizioni dei pazienti, ed è aumentato quindi il rischio di diagnosi sbagliate. La visita a distanza, inoltre, rende più difficile stabilire un rapporto di fiducia. Ancora, l’accesso alla telemedicina può essere un problema per le fasce di popolazione svantaggiate. Per esempio, chi abita nelle zone rurali e soffre della mancanza di centri specialistici, difficilmente ha una connessione internet ad alta velocità. La telemedicina può anche ostacolare l’accesso alle cure di chi non conosce bene la lingua o non ha familiarità con i sistemi informatici. In conclusione, i servizi di telemedicina dovrebbero essere estesi con cautela. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1442 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati