Nei prossimi trent’anni le persone affette da demenza nel mondo potrebbero triplicare, passando da 57,4 milioni nel 2019 a 152,8 milioni nel 2050. Un forte aumento è previsto in Nordafrica e in Medio Oriente. In Arabia Saudita, per esempio, si prevede una crescita dei casi dell’898 per cento. Nei paesi ricchi dell’Europa occidentale e dell’Asia orientale l’aumento dovrebbe essere più contenuto. Per elaborare la proiezione i ricercatori si sono basati sui dati dell’aumento della popolazione e del suo invecchiamento. Hanno anche considerato i fattori che incidono sulla comparsa della demenza, sia quelli di rischio – come il fumo, le malattie del metabolismo, l’inattività fisica, l’inquinamento atmosferico e l’isolamento sociale – sia quelli protettivi, come il livello d’istruzione. Le stime, definite apocalittiche, potrebbero essere modificate da eventi imprevisti. La comparsa del covid-19, per esempio, avrebbe già cambiato il quadro, mentre la scoperta di nuovi farmaci potrebbe migliorare alcuni dati. Lo studio può essere utile per limitare i fattori che contribuiscono alla comparsa della demenza. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati