Secondo uno studio recente, l’evoluzione umana è stata plasmata anche da fattori astronomici. Negli ultimi due milioni di anni il movimento della Terra è cambiato più volte, sia per quanto riguarda l’asse di rotazione sia per l’orbita intorno al Sole. Questi sviluppi astronomici sono molto lenti, con cicli anche di centomila anni, ma potrebbero aver contribuito a modificare le condizioni ambientali in Africa e in Eurasia, incidendo sulla temperatura e sulle piogge. Questo a sua volta avrebbe condizionato l’evoluzione e la distribuzione geografica dei primi ominidi. I ricercatori hanno analizzato fossili di Homo neanderthalensis, Homo heidelbergensis, Homo ergaster, Homo habilis e Homo sapiens. La loro ipotesi è che i cambiamenti ambientali abbiano favorito la comparsa di nuove specie. L’Homo heidelbergensis, per esempio, potrebbe essersi evoluto nell’Homo neanderthalensis a causa delle glaciazioni in Europa. L’Homo sapiens sarebbe stato favorito dall’aumento dell’aridità in Africa perché aveva capacità di adattamento superiori. Lo studio, molto discusso, può essere utile per ricostruire l’evoluzione umana. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1457 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati