Nella notte tra il 15 e il 16 aprile la nave Xelo, con bandiera della Guinea Equatoriale, è affondata a sette chilometri delle coste tunisine, nel golfo di Gabès. È subito scattato l’allarme per il suo carico di 750 tonnellate di gasolio. L’Italia, scrive Jeune Afrique, ha inviato il 17 aprile due pattugliatori e altri mezzi navali per fermare eventuali fughe di carburante, che a giorni dal naufragio non si erano ancora verificate. Tuttavia, fanno notare molti commentatori, il golfo di Gabès, che comprende l’unica oasi litoranea del Mediterraneo, è già stato gravemente danneggiato dall’industria dei fosfati. Dagli anni settanta l’inquinamento ha colpito la produzione agricola, la pesca e, soprattutto, la salute delle persone.

Questo articolo è uscito sul numero 1457 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati