◆ Ogni anno il vento solleva circa cento milioni di tonnellate di sabbia dal deserto del Sahara, buona parte delle quali finisce nell’oceano Atlantico settentrionale. Quest’immagine, scattata il 5 giugno dal satellite Noaa-20 della National oceanic and atmospheric administration statunitense, mostra un episodio avvenuto all’inizio di giugno, quando grandi quantità di sabbia si sono dirette dal deserto africano verso le Americhe.

La sabbia ha un ruolo importante nel clima e nei sistemi biologici della Terra. Le particelle sospese nell’aria assorbono e riflettono la luce del Sole, riducendo la quantità di energia solare che raggiunge la superficie terrestre, e influiscono sulla formazione di nuvole e tempeste. Ricca di ferro e altri minerali di cui le piante e il fitoplancton hanno bisogno, la sabbia fa anche da fertilizzante naturale per gli ecosistemi acquatici e terrestri. Ma peggiora la qualità dell’aria e ha effetti negativi sulla salute, in particolare di chi ha malattie polmonari. In questo caso, i sensori satellitari della Nasa hanno rilevato aumenti sostanziali delle particelle che riflettono la luce solare dal 29 maggio al 6 giugno.

Il deserto del Sahara è la principale fonte di particelle di sabbia sospese nell’aria. Quando le tempeste si verificano in inverno o in primavera, la sabbia finisce spesso oltreoceano, fertilizzando i terreni poveri di nutrienti della foresta amazzonica.–Michael Carlowicz (Nasa)

Questo articolo è uscito sul numero 1465 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati