La diffusione del vaiolo delle scimmie al di fuori dell’Africa ha innescato una risposta globale, anche se finora non ci sono state vittime. In realtà la malattia, scrive Nature, circola da più di cinquant’anni in Africa centrale e occidentale, con un tasso di mortalità del 10 per cento, ma le autorità sanitarie non si sono mai attivate. Ora alcuni stati stanno facendo scorte del vaccino per proteggere i contatti stretti delle persone infette e arginare i focolai. Ma le dosi disponibili sono insufficienti e a essere penalizzati potrebbero essere i paesi poveri, com’è già successo con il covid-19. L’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto le iniquità e, per dare un segnale, ha cominciato a riportare in un unico bollettino i contagi in Africa subsahariana e nel resto del mondo, eliminando la definizione di paesi endemici. Inoltre, presto cambierà nome alla malattia per evitare facili associazioni con il continente africano.

Questo articolo è uscito sul numero 1467 di Internazionale, a pagina 111. Compra questo numero | Abbonati