Malgrado un contesto economico preoccupante, l’industria del disco è sempre capace di lanciare delle vere sfide culturali, lontane da ogni logica commerciale. Un buon esempio è l’appassionante integrale della musica da camera di Brahms in dieci volumi pubblicata dalla B Records, che si conclude con questi due cd di opere per piano a quattro mani. Ci sono le Danze ungheresi e i valzer op. 39, lavori restituiti con pertinenza alla loro prima forma. Poi le rare variazioni op. 23, costruite su un doloroso tema scritto da Schumann, e le due serie dei Liebeslieder-walzer, op. 52a e op. 65a, nella loro versione minimalista, senza il quartetto vocale previsto dall’edizione originale. Éric Le Sage e Théo Fouchenneret suonano insieme un piano Straight strung grand a corde parallele. Uno strumento che ne scatena l’entusiasmo, sostenuto anche dall’atmosfera vibrante della registrazione dal vivo. Per questo repertorio su disco ricordiamo l’integrale del duo Crommelynck (Claves 1987). Però è difficile immaginarne una più intensa, calorosa e naturale di questa.
Gérard Belvire, Classica

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Questo articolo è uscito sul numero 1488 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati