Tra gli autori più anarchici, irriverenti e fuori da quasi tutte le regole, ma anche tra i più anticipatori nella storia del fumetto mondiale, figura certamente il bolognese Filippo Scòzzari. Qui sono raccolti i lavori con al centro tre suoi mitici personaggi: Suor Dentona, “suora fellatrice” di soldati agonizzanti al fronte, creata per il settimanale satirico Il Male; l’avventuriero Primo Carnera; e il detective Gek, o dott. Jack. I racconti di quest’ultimo chiudono il volume e sono la risposta contestatrice a un partito, il Partito comunista italiano, qui denominato “il Partitone”, che l’autore ha sempre vissuto come un imbroglio, capace solo di manganellare chi contesta. Siamo nel 1977 della rivolta studentesca e questo detective idiota e sfruttato dalla nomenklatura diventa una sorta di guida involontaria in un mondo lurido e trash che sta diventando simulacro di se stesso, svuotato di ogni senso. Invece, i racconti graficamente raffinati di Primo Carnera, “pederasta squisito”, anticipano tutta la volgarità plastificata e levigata che dagli anni ottanta strariperà ovunque. Il suo è quasi un postmoderno che è andato oltre lo stesso postmoderno per tornare alla dimensione cruda delle cose. Anche grazie a stili grezzi racchiusi nella raffinatezza, in opposizione a una politica (anche progressista) che, come il resto del mondo, è diventata squisita quanto insapore, ogm. Una fotografia di quasi tutta la (post)modernità. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1495 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati