Mentre gli storici cercano modi per studiare le interazioni tra l’uomo e l’ambiente, si moltiplicano le ricerche sugli archivi naturali: depositi di pollini, ghiacciai e altre tracce che ci fanno capire come sono cambiate le condizioni del nostro pianeta, a partire dal clima.

Questo libro prende in esame gli anelli di crescita degli alberi. L’autrice, una studiosa belga che lavora in Arizona, racconta come è nata la scienza che li studia, la dendrocronologia, e cosa ci ha permesso di capire. Con grande capacità divulgativa e senza saltare passaggi, spiega come si procede alla conta degli anelli, in che modo s’incrociano i dati ricavati da alberi viventi, morti, legno trovato nei siti archeologici e fossile, per ottenere indicazioni sulla temperatura terrestre passata che per certe zone permettono di risalire a più di diecimila anni fa. Il confronto di campioni e serie locali ha fatto sì che questa disciplina giocasse un ruolo fondamentale per comprendere la natura eccezionale e la responsabilità umana del cambiamento climatico.

Gli alberi poi sono stati un modello per altri materiali in lenta espansione (come le stalagmiti o i gusci di alcune conchiglie). Un po’ autobiografia scientifica, un po’ sintesi brillante, questo libro mostra bene come una tecnica di osservazione possa gettare nuova luce su cose molto diverse: da come si propagano gli incendi a perché è finito l’impero romano. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1451 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati