Dopo aver finito gli studi di sociologia, Rupert Russell ha deciso di dedicarsi ai documentari, realizzando alcune delle più interessanti produzioni sulle grandi tendenze del mondo attuale: Freedom for the wolf, sull’involuzione della democrazia, e la serie How the world went mad, in cui, grazie all’animazione e alle immagini di repertorio, spiega alcune fondamentali evoluzioni recenti. Lo stesso misto di satira e alta divulgazione scientifica si trova in questo libro, anch’esso legato a un documentario. La tesi è che per capire le ragioni profonde dei grandi eventi che hanno segnato gli ultimi vent’anni bisogna guardare le oscillazioni dei prezzi delle materie prime: petrolio, grano, caffè. Le guerre spingono gli investitori a comprare e fanno raggiungere picchi inauditi nelle quotazioni. A quel punto, i governi dei paesi produttori approfittano dei rincari per raggiungere i propri obiettivi politici, che talvolta consistono in altre guerre, come nella Russia di Putin. Questi nuovi conflitti causano altri disordini, facendo ripartire il ciclo. Mettendosi in scena mentre segue le tracce di questi circoli viziosi nelle baraccopoli sudamericane, nel Medio Oriente devastato dai conflitti o nei luoghi della crisi dei rifugiati, Russell offre una lettura ragionata del mondo contemporaneo, che tiene insieme la finanza e l’economia reale, i bisogni dei poveri e le strategie degli speculatori. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1514 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati