Licia Troisi – astrofisica, scrittrice di fantasy, presentatrice – ci ha abituato alla contaminazione tra generi, mondi e stili differenti. E da questo punto di vista Poe, la nocchiera del tempo è una felice conferma. Il romanzo, come ogni fantasy che si rispetti, è avvincente ma riesce anche a farci riflettere su temi come le ingiustizie sociali, i diritti lgbt e il cambiamento climatico. Al centro della scena non c’è un pianeta, ma una costellazione di pianeti e di dimensioni. Ed è in questo scenario che si muove Poe, un’umana originaria di Paradise, dove (come nell’odierna Rio de Janeiro) i poveri guardano dall’alto delle loro colline la ricca borghesia che ha scelto di stare in pianura. A 15 anni Poe va via da lì, non ha nessun motivo per restare, nessun affetto, nessuna speranza. La ritroviamo a 25 anni, è diventata cercatrice, viaggia tra le dimensioni del multiverso compiendo missioni difficilissime. Fino a quella fatidica di recuperare un’arma devastante che potrebbe scatenare una guerra tra mondi. Per Poe è l’occasione di abbracciare se stessa proteggendo l’unica creatura che ama al mondo: la sorella Imogen. Licia Troisi con questa prima avventura di Poe ci prende per mano, e senza annoiare mai, ci insegna magistralmente cosa conta davvero.
Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1455 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati