Barbara è una ragazza di un’altra epoca, vicina e lontanissima. I suoi jeans a zampa di elefante, i suoi capelli biondi un po’ arruffati, le sue camicie svasate e colorate ci raccontano di anni in cui i telefoni erano ancora a gettoni e si spedivano le lettere con inchiostri profumati. E di lettere le protagoniste, la maggior parte giovani ragazze e donne, se ne scrivono tante. Questo romanzo a fumetti nasce dall’incontro fortunato tra Bianca Pitzorno, una delle scrittrici italiane più amate, e Laura Scarpa, una delle fumettiste italiane più apprezzate. Ne esce fuori una storia spumeggiante, summa di due romanzi di Bianca Pitzorno, a cui il disegno preciso e sognante di Laura Scarpa dà ritmo, condito con una dolce malinconia che ci lega alla pagina. Barbara diventa un faro. Viviamo i suoi sogni, abbracciamo le sue amiche e attraversiamo i suoi dilemmi. È una ragazza che deve cambiare vita più di una volta. Deve affrontare un trasferimento e poi una tragedia più grande di lei. Barbara non ci è presentata nella sua perfezione, ma un po’ alla volta ne conosciamo i difetti, gli errori e i ripensamenti. È come noi, umana, ed è dotata di una resistenza che le sembra impossibile. Resistenza tutta nascosta nei suoi occhioni di rugiada.

Igiaba Scego

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Questo articolo è uscito sul numero 1467 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati