David Olusoga, storico britannico, afrodiscendente, è da anni impegnato nella divulgazione della storia degli africani europei. Il suo Black and british. A forgotten history è stato un successo planetario. E della centralità dell’Africa, o meglio delle Afriche, nella storia mondiale ha fatto una bandiera. Basterà ricordare il documentario Civilisations condotto con Mary Beard e Simon Schama. Non è un caso quindi che sia l’autore della prefazione del Libro della black history e della frase: “La storia dei neri è la storia di tutti”. E da qui partiamo. Questo libro parla della biblioteca perduta di Alessandria, dell’impero del Mali, dei miracoli di Lalibela, della Cina dei Ming in Africa Orientale. Non solo del continente africano o dei popoli che l’hanno abitato, ma della centralità di questo continente nel pensiero e nelle traiettorie mondiali fin dall’antichità. È di facile consultazione e riesce a far viaggiare chi legge attraverso il tempo e i continenti. Perché la storia dei neri non è solo l’Africa. L’Africa è ovunque, anche a causa dei traumi storici che ha attraversato. Ricco di nomi e di riferimenti Il libro della black history arriva fino alle lotte per i diritti più vicini ai nostri giorni, da Martin Luther King a Black lives matter, e ci pone più di una domanda. Caldamente consigliato per le scuole.
Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1475 di Internazionale, a pagina 89. Compra questo numero | Abbonati