Mentre le autorità sanitarie di tutto il mondo faticano a gestire una pandemia devastante, il caos provocato dal covid-19 s’inserisce nella strategia del gruppo Stato islamico (Is). In una newsletter diffusa a fine marzo, l’Is descrive la pandemia come un “doloroso tormento” mandato da dio contro le “nazioni infedeli”, riferendosi ai paesi occidentali impegnati nella campagna militare contro i jihadisti.
Oltre a rafforzare la teologia dell’Is, la pandemia compromette gli sforzi internazionali per contenere la milizia jihadista. A marzo la Nato ha annunciato la sospensione degli addestramenti in Iraq per sessanta giorni. Inoltre i paesi che partecipano alla coalizione hanno preso precauzioni per evitare i contagi tra i soldati. Anche se gli statunitensi assicurano che non ci saranno conseguenze sulle operazioni, l’epidemia mette a rischio la capacità di consolidare le autorità locali di fronte all’Is. “Il coronavirus sottrarrà attenzione e risorse alla lotta contro il gruppo jihadista”, spiega Colin P. Clarke, ricercatore al Soufan center di New York. “Ma anche i suoi miliziani sono vulnerabili e se faranno affidamento su informazioni limitate subiranno molte perdite”.
A metà marzo l’Is ha pubblicato un avviso in cui invitava i suoi affiliati a non viaggiare nelle zone colpite dal virus. Inoltre suggeriva che chi si fosse impegnato nel jihad avrebbe ricevuto una protezione divina. Un modo per farlo è favorire l’evasione dei combattenti dalle prigioni nella regione. “Se il virus si diffonderà nei centri di detenzione, le autorità che li gestiscono faranno ancora più fatica”, continua Clarke. In Iraq sono detenuti circa 20mila presunti affiliati all’Is. Farli evadere significa rafforzare le capacità operative del gruppo, cancellando anni di sforzi per contenerlo. “L’Is considera la pandemia un’opportunità da sfruttare”, conferma il ricercatore britannico Aymenn Jawad Al Tamimi, “con tutto il caos che ne consegue”. ◆fra
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Questo articolo è uscito sul numero 1354 di Internazionale, a pagina 44. Compra questo numero | Abbonati